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giovedì, febbraio 09, 2012
GRU COMUNE (Grus grus)
Nella mattinata di ieri (08/02/2012) nei pressi del torrente Sinarca in territorio di Guglionesi sono state avvistate dal ns. socio Renato due gruppi di gru comune (Grus Grus).
La gru è un grande e slanciato uccello con zampe e collo particolarmente lunghi.
Il piumaggio è prevalentemente grigio cenerino e marrone chiaro sulle ali. La coda cascante termina con un ciuffo di penne grigie con le estremità scure. Il lungo becco è circondato da un piumaggio nero che si allunga verso la gola, sulla nuca e sulla fronte; lateralmente agli occhi si prolunga una mascherina bianca. Sopra il capo è talvolta presente una macchia rossa.
La gru cenerina è alta 110-120 cm . possiede un’apertura alare di 220-250 cm e pesa circa 5 kg .
Questo uccello è presente nell’Eurasia settentrionale temperata e per svernare si spinge sino
all’Africa settentrionale, India e Asia sud-orientale.
Raramente si incontra dalle nostre parti.
Le gru seguono da secoli le stesse rotte di migrazione.
Si è scoperto che una gru inanellata in Finlandia andava a svernare fino in Etiopia, mentre alcune gru dalla Siberia migrano in Messico.
Come molte altre specie, le gru hanno sofferto a causa del prosciugamento delle paludi e della scomparsa delle praterie.
Le formazioni di volo in migrazione sono quasi sempre a V.
Di solito questi uccelli preferiscono tenersi a una distanza di sicurezza di diversi chilometri dagli esseri umani, ma se non vengono disturbate possono abituarsi alla presenza umana.
Si spera che gli sforzi concertati degli ambientalisti in molti paesi garantiranno la sopravvivenza di questi eleganti uccelli.
Che tragedia sarebbe se le generazioni future non potessero mai più ammirare la magnifica danza delle gru o ascoltare le loro grida squillanti mentre attraversano il cielo autunnale dirette a sud!
mercoledì, febbraio 08, 2012
Consigli ecologici
Quasi 270mila alberi finiscono ogni giorno nei nostri sciaquoni, l'equivalente di circa 900 ettari: è questo lo sconcertante (e sconfortante) risultato di una ricerca del WorldWatch Institute, che sottolinea come il fenomeno sia purtroppo in crescita esponenziale a causa delle cattive abitudini che i Paesi in via di sviluppo ci copiano.
A trarne profitti enormi sono le multinazionali che soddisfano la richiesta di miliardi di consumatori completamente ignari del grave danno ambientale causato dall'utilizzo di carta igienica.
E purtroppo non finisce qui, poichè le multinazionali, per aumentare l'offerta, realizzano nuove piantagioni soppiantando flora e fauna indigene nelle foreste soprattutto del Sud del Mondo, con conseguente massiccio uso di pesticidi e, soprattutto, di acqua, bene prezioso e sempre meno disponibile.
Cosa possiamo fare? Molto!
Utilizzando il meno possibile la carta, prediligendo quella riciclata e, soprattutto, considerare l'utilizzo dell'acqua al posto della carta.
Naturalmente, con intelligenza: l'acqua è preziosa come le foreste!
martedì, febbraio 07, 2012
Come sono fatti i nostri rifiuti
Tempi di biodegradabilità dei rifiuti
I rifiuti sono tutte quelle sostanze e quegli oggetti che vengono scartati dall'uomo una volta utilizzati.
Quindi, ogni cosa che possediamo (dalle scarpe al telefonino) ed ogni oggetto che produciamo diventerà rifiuto o produce rifiuti.
La legislazione europea e italiana definiscono in maniara chiara ogni tipologia di rifiuto, suddividendoli principalmente in due grandi categorie: i rifiuti speciali ed industriali e i rifiuti solidi urbani (RSU).
E' molto importante, quindi, sapere come sono fatti gli oggetti che utilizziamo, per potere, una volta terminato il loro utilizzo, avviarli ad un corretto smaltimento, ed evitare così di ritrovarceli in discarica o, peggio, sotto forma di nanoparticelle una volta inceneriti.
La legislazione europea e italiana definiscono in maniara chiara ogni tipologia di rifiuto, suddividendoli principalmente in due grandi categorie: i rifiuti speciali ed industriali e i rifiuti solidi urbani (RSU).
E' molto importante, quindi, sapere come sono fatti gli oggetti che utilizziamo, per potere, una volta terminato il loro utilizzo, avviarli ad un corretto smaltimento, ed evitare così di ritrovarceli in discarica o, peggio, sotto forma di nanoparticelle una volta inceneriti.
Guarda quanto impiegano i nostri rifiuti, se gettati nell'ambiente, a biodegradarsi:
Fazzolettino di carta: 4 settimane
Giornale: 6 settimane
Maglia di lana: 10 mesi
Rivista (periodici): 10 mesi
Sigaretta (mozzicone): 2 anni
Chewing-gum: 5 anni
Barattolo di latta: 50 anni
Contenitore di polistirolo: 500 anni
Lattina di alluminio: 100 anni
Sacchetto di plastica: 500 anni
Tessuto sintetico: 500 anni
Bottiglia di plastica: fino a 1.000 anni
Bottiglia di vetro: tempo indeterminato
lunedì, febbraio 06, 2012
Una normale giornata nel rispetto della natura
Consigli utili per le azioni di tutti i giorni nel rispetto della natura
Ogni giorno, da quando ci svegliamo a quando torniamo a dormire, compiamo centinaia di azioni. Ed ognuna di queste, direttamente o indirettamente, hanno un impatto sull'ambiente.
Puoi concretamente contribuire a rispettare la natura, ridurre i rifiuti e preservare le risorse naturali con semplici gesti.
Quando ci svegliamo: driiinnn! giù dal letto e via! Doccia, barba, trucco, colazione.... pronti!
E' bello essere in ordine e a proprio agio quando si affronta una nuova giornata, ma spesso ci dimentichiamo che l'utilizzo di risorse preziose come l'acqua e l'energia hanno un impatto molto grande sull'ambiente. Scopri come risparmiare acqua con semplici azioni oppure quanto costa un impianto ad energia solare: risparmio energetico e sostenibilità ambientale funzionano.
Quando andiamo a scuola o al lavoro: molti di noi hanno la scuola o l'ufficio vicino a casa, o al massimo in un quartiere vicino della città. Eppure, ogni mattina migliaia di macchine vuote si incolonnano per percorrere in 40 minuti un tratto di strada percorribile in bicicletta in 10 minuti. Scopri alternative più economiche (come car pooling e car sharing), o adotta scelte rispettose dell'ambiente come la bici elettrica o la moto elettrica.
Quando mangiamo: l'intero ciclo di produzione di una bistecca inquina come un'automobile che percorre 80 km . E una bottiglia di acqua minerale prodotta in Lombardia e venduta in Molise non è da meno. Scegliere prodotti locali e biologici è un gesto concreto a sostegno dell'ambiente. Approfondisci quanto incidono le nostre scelte alimentari e la nostra spesa sull'ambiente, e cosa puoi fare tu di concreto.
Quando comperiamo: ognuno di noi acquista cibo, medicinali, vestiti, mezzi di spostamento, la propria casa. Ed ogni prodotto acquistato, spesso non ci pensiamo, diventerà un rifiuto o produrrà inquinamento. Molti prodotti sono un rifiuto già sullo scaffale del supermercato, come per esempio gli imballaggi.
PENSACI: AIUTIAMO L’AMBIENTE E NOI STESSI
domenica, febbraio 05, 2012
Come produrre meno rifiuti
Ridurre i rifiuti, una sfida possibile: ecco perchè.
Il problema dello smaltimento dei rifiuti sta diventando una priorità nell'agenda degli amministratori a livello globale: discariche, inceneritori e abbandono indiscriminato sul territorio di ogni tipo di rifiuto sono diventati vere e proprie emergenze sociali oltre che ambientali.
Un problema davvero grave che non può lasciare indifferenti e di fronte al quale sembra esserci una via d'uscita obbligata: cercare di produrre meno rifiuti e meno inquinamento possibile.
E' importante che questo semplice messaggio entri a far parte delle nostre azioni quotidiane, a tutti i livelli.
Possiamo fare molto per iniziare ad invertire la rotta, una rotta a dire il vero piuttosto preoccupante se si pensa che le previsioni indicano un aumento considerevole (e non una diminuzione) della produzione di rifiuti sia in area UE che a livello globale almeno per i prossimi 12 anni.
La risposta a questo trend è riassumibile in 2 parole: riduzione alla fonte e raccolta differenziata. Ecco come.
La risposta a questo trend è riassumibile in 2 parole: riduzione alla fonte e raccolta differenziata. Ecco come.
Riduzione alla fonte e riuso: molte aziende iniziano a porsi il problema dello smaltimento dei propri imballaggi, ma noi possiamo dare un impulso ulteriore e importante alla riduzione alla fonte dei rifiuti. Per esempio, rifornendoci con prodotti alla spina (detersivi alla spina, latte alla spina) un servizio che si sta sviluppando sempre più su tutto il territorio nazionale e che permetterebbe di eliminare 4,5 kg di plastica e 6,9 kg di tetrapak a testa ogni anno (11,4 kg !). E ancora, leggere il giornale via internet per risparmiare 70 kg a testa ogni anno.
O utilizzare pannolini riciclabili, si risparmiano soldi (costano di più ma ne servono molti di meno) e soprattutto evitano 1 tonnellata (!) di rifiuto in 3 anni. Se a questo aggiungiamo di bere acqua del rubinetto (buona, pulita, controllata e poco costosa) il risparmio di plastica aumenta di altri12 kg a testa all'anno.
O utilizzare pannolini riciclabili, si risparmiano soldi (costano di più ma ne servono molti di meno) e soprattutto evitano 1 tonnellata (!) di rifiuto in 3 anni. Se a questo aggiungiamo di bere acqua del rubinetto (buona, pulita, controllata e poco costosa) il risparmio di plastica aumenta di altri
Anche cercare di utilizzare il più a lungo gli oggetti che acquistiamo è un aiuto concreto non solo all'ambiente, ma anche allo spreco, dai sacchetti della spesa al cellulare o al computer.
Raccolta differenziata: la raccolta differenziata è il metodo più economico ed ambientalmente sostenibile di gestire i rifiuti. Il suo indotto crea occupazione sul territorio, valorizza ciò che scartiamo veicolando anche un messaggio sociale importante, inquina poco, è facilmente controllabile dai cittadini stessi e, cosa molto importante, permette di recuperare dal 65 al 85% dei RSU (rifiuti solidi urbani).
Raccolta differenziata: la raccolta differenziata è il metodo più economico ed ambientalmente sostenibile di gestire i rifiuti. Il suo indotto crea occupazione sul territorio, valorizza ciò che scartiamo veicolando anche un messaggio sociale importante, inquina poco, è facilmente controllabile dai cittadini stessi e, cosa molto importante, permette di recuperare dal 65 al 85% dei RSU (rifiuti solidi urbani).
Non è utopia, vi sono già realtà che hanno raggiunto livelli ottimi di raccolta differenziata. 3 esempi: San Francisco (USA), 800.000 abitanti, quasi il 70% di raccolta differenziata e obiettivo 100% entro il 2020, Novara, 100.000 abitanti al 70% e Treviso, 220.000 abitanti al 75% di raccolta differenziata.
La raccolta differenziata valorizza il rifiuto perchè lo recupera e lo rigenera, consumando molta meno energia nel processo di riciclo rispetto alla produzione da materie prime. Crea ricchezza, perchè il rifiuto vale, e risponde a vere proprie regole di mercato e rispetta l'ambiente perchè non lascia l'onere di smaltire i rifiuti alla natura.
Produrre meno rifiuti, si può.
sabato, febbraio 04, 2012
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