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giovedì, ottobre 30, 2014

Terre Molisane, latte scaduto in vendita e rifiuti chimici nel fiume Volturno


Latte scaduto mischiato con quello in lavorazione e poi venduto. Animali sommersi dai loro liquami. Operai costretti sotto minaccia di licenziamento a sversare nel fiume Volturno gli escrementi dell’allevamento, producendo un inquinamento pari a quello di una città di 24mila persone. Sono alcuni dei passaggi dell’inchiesta della procura di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, che ha portato ai domiciliari l’imprenditore casertano Giuseppe Gravante, impegnato da oltre 40 anni nel settore zootecnico e proprietario di vari allevamenti e di un grande stabilimento nel comune casertano di Gioia Sannitica, dove fino al novembre scorso avveniva l’imbottigliamento di latte rivenduto con il marchio Foreste Molisane. Insieme a Gravante sono indagate altre 4 persone.
È stato un ex dipendente a dare il via all’inchiesta. L’uomo si è autodenunciato perché “pentito” di aver preso parte ai comportamenti illegali a cui Gravante obbligava i dipendenti. Dopo la prima denuncia sono arrivate le conferme anche di altri operai. Dai racconti è emerso che nel Volturno sarebbero finiti, attraverso un sistema di pompe idrauliche e canalizzazioni, non solo gli escrementi degli animali, ma anche i reflui delle sale di mungitura, nonché le acque di lavaggio delle stalle contaminate da detergenti acidi fortemente tossici. Sversamenti che erano fatti soprattutto di sera o nelle ore notturne, per eludere i controlli. Non solo: sarebbero stati interrati o bruciati tutti gli scarti dell’attività di imbottigliamento con il marchio Foreste Molisane (bottiglie in tetrapak o in pet ed etichette in carta e plastica) per un totale di circa 6,5 quintali di rifiuti al giorno.
Un sistema che avrebbe permesso a Gravante di risparmiare in 15 anni un milione di euro, soldi che avrebbe dovuto spendere per smaltire regolarmente i residui dell’attività. “L’indagato – scrive il Gip nell’ordinanza di arresto – in realtà non voleva proprio sentir parlare del problema dei rifiuti. Pretendeva che gli scarichi fossero eliminati”. Era talmente ben congegnato il metodo di scarico di escrementi e rifiuti nel fiume Volturno, che neppure i dronidell’Università o gli aerei della Guardia di Finanza e della Capitaneria di Porto erano riusciti a individuarli. E ciò nonostante i continui voli sul territorio iniziati nel 2011 dopo le denunce del Wwf sullo stato di degrado del fiume.

“Da martedì mattina – ha spiegato il comandante del Corpo Forestale di Caserta Michele Capasso – i nostri mezzi stanno scavando nell’azienda di Gioia Sannitica alla ricerca dei rifiuti interrati”. Tra i rifiuti già trovati anche carcasse di bufale. Dalle indagini sono inoltre emerse anche le pessime condizioni in cui venivano tenuti gli animali. Secondo un ex addetto, si legge nell’ordinanza di arresto, “la situazione era insostenibile, gli animali erano sommersi di liquami, e intanto il Gravante riceveva un sussidio pubblico di 70 euro per il benessere di ciascun animale”. (Fonte: il Fatto Quotidiano)


lunedì, novembre 08, 2010

ADESSO SIAMO SERIAMENTE PREOCCUPATI


Nucleare al via: Veronesi presidente Agenzia Sicurezza
 




 Umberto Veronesi è stato nominato, insieme ad altri quattro consiglieri che lo affiancheranno, Presidente dell’Agenzia nucleare. Con la nomina di Veronesi l’Italia compie un passo decisivo verso il ripristino dell’energia nucleare entro i confini nazionali.
L’Agenzia avrà un compito molto importante: quello di scegliere i siti per i nuovi impianti. La localizzazione delle future centrali e l’individuazione dei depositi dove smaltire le scorie radioattive rientrano tra le competenze del nuovo organo, cui è affidato il ruolo di sorveglianza e monitoraggio dell’attività.
“Sono orgoglioso di questa fiducia nei miei confronti”, ha commentato Veronesi, che ha annunciato le dimissioni da senatore del Pd. Veronesi si è detto “convinto che l’Italia debba riprendere la sua avventura”. Insieme all’ex senatore, sono stati nominati quattro consiglieri: Maurizio Cumo e Marco Enrico Ricotti, entrambi professori universitari, in quota ministero dello Sviluppo economico; Michele Corradino e Stefano Dambruoso, scelti dal ministero dell’Ambiente.
La scelta di Veronesi come presidente dell’Agenzia non è piaciuta alCodacons che ha annuncia di voler ricorrere al Tar del Lazio contro l’ex senatore accusato di aver “omesso di indicare le possibili conseguenze collegate all’installazione di centrali nel nostro Paese”. Molto critico anche l’esponente pd Ermete Realacci, che considera la nomina dell’oncologo “un bluff per simulare la partenza di un piano fallimentare su cui già grava un pesante ritardo”.
Soddisfatto invece l’Enel,s econdo cui la nomina di Veronesi “conferma la volontà di procedere in un grande progetto per il Paese”. Anche il presidente dell’Associazione italiana nucleare,Enzo Gatta, si è detto entusiasta: “prende finalmente avvio il programma nucleare italiano”. Chicco Testa, responsabile del Forum nucleare, ha affermato che “le nomine rappresentano un passo decisivo per lo sviluppo di questa opzione tecnologica e una garanzia di trasparenza e affidabilità per tutti”. Stefania Prestigiacomo, ministro dell’Ambiente, ha sottolineato l’alto profilo dei nomi scelti, dicendosi soddisfatta per la conclusione della situazione di stallo che perdurava da troppo tempo.


 fonte: NewNotizie.it




 








MAI PIU" CHERNOBYL





 

sabato, novembre 06, 2010

MIGLIAIA DI CARPE MORTE.

RACCOMANDATA A.R. 13732722045-0
 
 
                                                                       Al PROCURATORE
                                                                       DELLA REPUBBLICA
                                                                       C/O  TRIBUNALE DI
                                                           86035  LARINO
 
 
 
 


Oggetto: segnalazione su inspiegabile moria di pesci nella Diga del Liscione.
 
 
 
Il sottoscritto Lucchese Luigi Nicolantonio Pio nato a Guglionesi il 30 giugno 1954 ed ivi residente, Presidente pro-tempore dell’Associazione di Volontariato AMBIENTE BASSO MOLISE via Alpigiano n. 10, 86034 GUGLIONESI; C.F. 91020950704
 



ESPONE QUANTO SEGUE



 
Sono ormai almeno tre settimane che gli argini della Diga del Liscione sono disseminati da carcasse di pesci morti, soprattutto carpe. Tale notizia è stata riportata da quotidiani e giornali on line locali ma ad oggi non è dato conoscere la natura biologica, chimica o fisica di tale fenomeno.
Non è la prima volta che tale invaso è caratterizzato da fenomeni analoghi.
 




  1. Poiché l’invaso è alimentato dal Fiume Biferno che si snoda per circa 86 km prima di essere arginato dall’invaso del Liscione e dopo pochi km sfociare nell’Adriatico;


  2. Poiché nell’invaso del Liscione e nel suo bacino drenante scaricano 58 impianti di depurazione; 


  3. Poiché nell’ambito del Piano di Tutela delle Acque sono state individuate come “aree sensibili” l’invaso del Liscione e il bacino drenante l’invaso;


  4. Poiché è in tale invaso che drenano le acque di dilavamento di interi territori sottoposti a coltivazioni agro–alimentari con il loro carico di concimi e prodotti chimicamente rilevanti;


  5. Poiché il Biferno, i suoi argini o terreni ad esso prossimi, potrebbero essere punto di scarico illecito di rifiuti di provenienza industriale, anche extraregionale;


  6. Poiché è da tale invaso che deriva l’approvvigionamento di acqua potabile dell’intera popolazione del Basso Molise  per cui è di vitale importanza preservarne la salubrità,



 
per tutto quanto su esposto il sottoscritto, chiede alla S.V. Ill.ma di intervenire nei modi e nelle forme che riterrà più opportuni nell’individuare l’esatta natura della ricorrente moria dei pesci nell’invaso, e nel perseguimento di eventuali reati ipotizzabili.
Il sottoscritto chiede infine, ai sensi dell’art.408 del c.p.p., di essere informato dell’eventuale archiviazione del presente esposto-segnalazione.
Si allegano alla presente le foto (allegato 1) e si rimane a disposizione per ogni eventuale chiarimento.
Con osservanza, firmato
 
                                                                              Lucchese Luigi Nicolantonio Pio

 




 





 




 





 





 





 




 





 




 





 




 





 




 





 




 





 




 





 




 





 





 





 




 

















in meno di 10 metri abbiamo contato 36 carpe.
 

mercoledì, novembre 03, 2010


Eolico nel Molise, tra un po’ più pali che abitanti


 
Secondo i dati dell’Anev attualmente il rapporto è uno ogni 1.100 abitanti.
Il più alto d’Italia.   “E’ il far west energetico”
 
Egregio Direttore,
nel Molise sono stati installati impianti eolici per un totale, ad oggi, di circa 1.000 torri eoliche alte, in media, tra i 60 e i 120 metri. Sono, inoltre, in fase di avanzata progettazione altri parchi per un numero aggiuntivo di altre 3.000 pali.
Ove si consideri che la regione misura appena 4.400 Km. quadri e conta poco più di 300.000 abitanti, si ha un quadro sufficientemente completo della conseguente portata di impatto ambientale su tale territorio, caratterizzato da un patrimonio ecologico, naturale, paesaggistico, storico-archeologico di assoluto pregio ed interesse.
Il contributo che il Molise andrebbe così a fornire per il fabbisogno della Nazione di energia prodotta dall’eolico, assumerebbe una dimensione spropositata sol che si tenga conto che i progetti riguardanti l’intera Nazione prevedono la messa in opera di circa 9.000/10.000 aerogeneratori.
Si sta, in pratica, perpetrando una immane devastazione ambientale, una irreversibile trasformazione del paesaggio, una violenta manomissione di luoghi storici ed archeologici, con disastrose conseguenze per ogni possibile forma di sviluppo turistico della regione.
Una scellerata legge regionale (Legge Berardo) emanata nelle more di un giudizio (sollecitato, questo, dalla sinistrorsa Legambiente) innanzi la Corte Costituzionale - ove peraltro la Regione non ha avvertito il dovere di costituirsi per rivendicare le proprie precedenti “linee guida”, tutto sommato abbastanza equilibrate - ha spianato la strada all’eolico selvaggio, favorendo la realizzazione degli impianti anche lì dove sarebbe stato assurdo pensare ad un pur minimo intervento modificativo dei luoghi (vedasi tratturi, Sepino, Acqua Spruzza, ecc.)

Politici, amministratori e Istituzioni che hanno permesso il saccheggio del nostro territorio, dovranno essere additati alla opinione pubblica quali responsabili dello scempio, già in atto, e destinato, a breve, a produrre danni ancor più gravi ed irreparabili.
La mancata o non corretta informazione ai cittadini circa gli aspetti negativi di tali scelte, hanno fatto sì che gran parte di essi risultino indifferenti al problema o che, su falsi presupposti, addirittura condividano l’opzione dell’eolico selvaggio e industriale.
Non è stato loro spiegato, ad esempio, che:
1) l’apporto dell’intervento eolico è del tutto inidoneo a risolvere il problema energetico: si è unanimemente concordi, tra gli esperti in materia, che esso potrebbe coprire, al massimo (e solo a pieno regime) il 6% del fabbisogno nazionale (che, peraltro, cresce annualmente nella misura del 3% circa) e che più del doppio di tale percentuale (15%) si otterrebbe se solo si provvedesse ad modernizzare gli attuali sistemi tradizionale.
2) Di fronte a questi numeri, che non temono ombra di smentita, appaiono ancor più evidenti ed ingiustificati i gravi e irrimediabili danni inferti al territorio ed alla sua economia, evidenti e sotto gli occhi di tutti ad eccezione di quanti, politici, amministratori, Istituzioni, mass media dovrebbero conoscere e che invece ignorano:
a) ambientali, relativi allo stravolgimento di siti paesaggistici e storico-archeologici, tratturi, della fauna e della flora locale, idrogeologici;
b) erariali (abbattimento di zone di boschi, distruzioni di pascoli, impossibilità di ripristino degli stati dei luoghi quo ante);
c) economici (riflettentisi su forme di turismo alternativo e di qualità, sul valore degli immobili siti in centri interessati da impianti, sull’agricoltura e sull’allevamento);
d) alla salute, attesa la dimostrata nocività del rumore e delle emissioni elettromagnetiche prodotte dagli aerogeneratori.
3) Irrisoria ed insignificante, secondo i più recenti studi effettuati in materia, si appalesa la presunta riduzione del CO2, il motivo prevalente, vale a dire, che giustificherebbe la scelta eolica come “energia pulita”.
4) Contrariamente a quanto comunemente ritenuto dalla opinione pubblica, l’energia eolica prodotta in Molise, non va a vantaggio dei suoi abitanti, ma viene immessa nella rete di distribuzione nazionale; inoltre, alcun beneficio, in termini di costi energetici, ne deriva agli stessi, subendo, anzi, tali costi, incrementi per la realizzazione di parchi eolici.
5) I presunti vantaggi economici che dovrebbero derivare a privati ed alle popolazioni, in realtà non sono tali:
a) i terreni concessi in fitto producono reddito che va tassato in maniera rilevante, dimostrandosi, di lieve portata, alla fine, i presunti benefici auspicati (si consideri anche l’irreversibile trasformazione dei fondi a seguito delle notevoli quantità di cemento in essi impiegate) ;
gli “indennizzi” (rectius, risarcimento del danno ambientale) spettante ai comuni, viene, nella maggior parte dei casi, da questi dilapidato in iniziative di scarso interesse economico e culturale (sagre e feste paesane).
Cosi come la classe politica - tutta, indistintamente - e gli amministratori della cosa pubblica sottacciono questi argomenti, anche i media contribuiscono a negare ai cittadini una giusta e obbiettiva informazione, così privandoli della possibilità di conoscere quali conseguenze, per loro stessi e per i loro figli, riserva il futuro
Chi si oppone all’eolico selvaggio è oggi visto come un fautore del nucleare (ma l’eolico non può da solo sostituire l’apporto che l’eventuale intervento nucleare può dare al fabbisogno energetico del Paese) o, in alternativa, come il Don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento.
Ecco, forse questa seconda connotazione si addice di più a chi, come il sottoscritto, dissente e continua a lottare in difesa del paesaggio, ostinandosi a sperare in un cambiamento, in una retromarcia, ma non sapendo - o sapendo bene, anzi - che tale impegno è destinato a morire sul nascere, tanti sono, gli interessi delle lobby di industriali, della finanza e della politica, contro le quali permetteteci quanto meno di esternare tutta l’avversione possibile, tutta la nostra irriducibile rabbia.

                                                                          Gianluigi Ciamarra – Avvocato