abm
giovedì, ottobre 30, 2014
Terre Molisane, latte scaduto in vendita e
rifiuti chimici nel fiume Volturno
domenica, aprile 22, 2012
lunedì, novembre 08, 2010
ADESSO SIAMO SERIAMENTE PREOCCUPATI
Nucleare al via: Veronesi presidente Agenzia Sicurezza
Umberto Veronesi è stato nominato, insieme ad altri quattro consiglieri che lo affiancheranno, Presidente dell’Agenzia nucleare. Con la nomina di Veronesi l’Italia compie un passo decisivo verso il ripristino dell’energia nucleare entro i confini nazionali.
L’Agenzia avrà un compito molto importante: quello di scegliere i siti per i nuovi impianti. La localizzazione delle future centrali e l’individuazione dei depositi dove smaltire le scorie radioattive rientrano tra le competenze del nuovo organo, cui è affidato il ruolo di sorveglianza e monitoraggio dell’attività.
“Sono orgoglioso di questa fiducia nei miei confronti”, ha commentato Veronesi, che ha annunciato le dimissioni da senatore del Pd. Veronesi si è detto “convinto che l’Italia debba riprendere la sua avventura”. Insieme all’ex senatore, sono stati nominati quattro consiglieri: Maurizio Cumo e Marco Enrico Ricotti, entrambi professori universitari, in quota ministero dello Sviluppo economico; Michele Corradino e Stefano Dambruoso, scelti dal ministero dell’Ambiente.
La scelta di Veronesi come presidente dell’Agenzia non è piaciuta alCodacons che ha annuncia di voler ricorrere al Tar del Lazio contro l’ex senatore accusato di aver “omesso di indicare le possibili conseguenze collegate all’installazione di centrali nel nostro Paese”. Molto critico anche l’esponente pd Ermete Realacci, che considera la nomina dell’oncologo “un bluff per simulare la partenza di un piano fallimentare su cui già grava un pesante ritardo”.
Soddisfatto invece l’Enel,s econdo cui la nomina di Veronesi “conferma la volontà di procedere in un grande progetto per il Paese”. Anche il presidente dell’Associazione italiana nucleare,Enzo Gatta, si è detto entusiasta: “prende finalmente avvio il programma nucleare italiano”. Chicco Testa, responsabile del Forum nucleare, ha affermato che “le nomine rappresentano un passo decisivo per lo sviluppo di questa opzione tecnologica e una garanzia di trasparenza e affidabilità per tutti”. Stefania Prestigiacomo, ministro dell’Ambiente, ha sottolineato l’alto profilo dei nomi scelti, dicendosi soddisfatta per la conclusione della situazione di stallo che perdurava da troppo tempo.
fonte: NewNotizie.it
MAI PIU" CHERNOBYL
sabato, novembre 06, 2010
MIGLIAIA DI CARPE MORTE.
Al PROCURATORE
DELLA REPUBBLICA
C/O TRIBUNALE DI
86035 LARINO
Oggetto: segnalazione su inspiegabile moria di pesci nella Diga del Liscione.
Il sottoscritto Lucchese Luigi Nicolantonio Pio nato a Guglionesi il 30 giugno 1954 ed ivi residente, Presidente pro-tempore dell’Associazione di Volontariato AMBIENTE BASSO MOLISE via Alpigiano n. 10, 86034 GUGLIONESI; C.F. 91020950704
ESPONE QUANTO SEGUE
Sono ormai almeno tre settimane che gli argini della Diga del Liscione sono disseminati da carcasse di pesci morti, soprattutto carpe. Tale notizia è stata riportata da quotidiani e giornali on line locali ma ad oggi non è dato conoscere la natura biologica, chimica o fisica di tale fenomeno.
Non è la prima volta che tale invaso è caratterizzato da fenomeni analoghi.
Poiché l’invaso è alimentato dal Fiume Biferno che si snoda per circa 86 km prima di essere arginato dall’invaso del Liscione e dopo pochi km sfociare nell’Adriatico;
Poiché nell’invaso del Liscione e nel suo bacino drenante scaricano 58 impianti di depurazione;
Poiché nell’ambito del Piano di Tutela delle Acque sono state individuate come “aree sensibili” l’invaso del Liscione e il bacino drenante l’invaso;
Poiché è in tale invaso che drenano le acque di dilavamento di interi territori sottoposti a coltivazioni agro–alimentari con il loro carico di concimi e prodotti chimicamente rilevanti;
Poiché il Biferno, i suoi argini o terreni ad esso prossimi, potrebbero essere punto di scarico illecito di rifiuti di provenienza industriale, anche extraregionale;
Poiché è da tale invaso che deriva l’approvvigionamento di acqua potabile dell’intera popolazione del Basso Molise per cui è di vitale importanza preservarne la salubrità,
per tutto quanto su esposto il sottoscritto, chiede alla S.V. Ill.ma di intervenire nei modi e nelle forme che riterrà più opportuni nell’individuare l’esatta natura della ricorrente moria dei pesci nell’invaso, e nel perseguimento di eventuali reati ipotizzabili.
Il sottoscritto chiede infine, ai sensi dell’art.408 del c.p.p., di essere informato dell’eventuale archiviazione del presente esposto-segnalazione.
Si allegano alla presente le foto (allegato 1) e si rimane a disposizione per ogni eventuale chiarimento.
Con osservanza, firmato
Lucchese Luigi Nicolantonio Pio
in meno di 10 metri abbiamo contato 36 carpe.
mercoledì, novembre 03, 2010
Eolico nel Molise, tra un po’ più pali che abitanti
Secondo i dati dell’Anev attualmente il rapporto è uno ogni 1.100 abitanti.
Il più alto d’Italia. “E’ il far west energetico”
Egregio Direttore,
nel Molise sono stati installati impianti eolici per un totale, ad oggi, di circa 1.000 torri eoliche alte, in media, tra i 60 e i 120 metri. Sono, inoltre, in fase di avanzata progettazione altri parchi per un numero aggiuntivo di altre 3.000 pali.
Ove si consideri che la regione misura appena 4.400 Km. quadri e conta poco più di 300.000 abitanti, si ha un quadro sufficientemente completo della conseguente portata di impatto ambientale su tale territorio, caratterizzato da un patrimonio ecologico, naturale, paesaggistico, storico-archeologico di assoluto pregio ed interesse.
Il contributo che il Molise andrebbe così a fornire per il fabbisogno della Nazione di energia prodotta dall’eolico, assumerebbe una dimensione spropositata sol che si tenga conto che i progetti riguardanti l’intera Nazione prevedono la messa in opera di circa 9.000/10.000 aerogeneratori.
Si sta, in pratica, perpetrando una immane devastazione ambientale, una irreversibile trasformazione del paesaggio, una violenta manomissione di luoghi storici ed archeologici, con disastrose conseguenze per ogni possibile forma di sviluppo turistico della regione.
Una scellerata legge regionale (Legge Berardo) emanata nelle more di un giudizio (sollecitato, questo, dalla sinistrorsa Legambiente) innanzi la Corte Costituzionale - ove peraltro la Regione non ha avvertito il dovere di costituirsi per rivendicare le proprie precedenti “linee guida”, tutto sommato abbastanza equilibrate - ha spianato la strada all’eolico selvaggio, favorendo la realizzazione degli impianti anche lì dove sarebbe stato assurdo pensare ad un pur minimo intervento modificativo dei luoghi (vedasi tratturi, Sepino, Acqua Spruzza, ecc.)
Politici, amministratori e Istituzioni che hanno permesso il saccheggio del nostro territorio, dovranno essere additati alla opinione pubblica quali responsabili dello scempio, già in atto, e destinato, a breve, a produrre danni ancor più gravi ed irreparabili.
La mancata o non corretta informazione ai cittadini circa gli aspetti negativi di tali scelte, hanno fatto sì che gran parte di essi risultino indifferenti al problema o che, su falsi presupposti, addirittura condividano l’opzione dell’eolico selvaggio e industriale.
Non è stato loro spiegato, ad esempio, che:
1) l’apporto dell’intervento eolico è del tutto inidoneo a risolvere il problema energetico: si è unanimemente concordi, tra gli esperti in materia, che esso potrebbe coprire, al massimo (e solo a pieno regime) il 6% del fabbisogno nazionale (che, peraltro, cresce annualmente nella misura del 3% circa) e che più del doppio di tale percentuale (15%) si otterrebbe se solo si provvedesse ad modernizzare gli attuali sistemi tradizionale.
2) Di fronte a questi numeri, che non temono ombra di smentita, appaiono ancor più evidenti ed ingiustificati i gravi e irrimediabili danni inferti al territorio ed alla sua economia, evidenti e sotto gli occhi di tutti ad eccezione di quanti, politici, amministratori, Istituzioni, mass media dovrebbero conoscere e che invece ignorano:
a) ambientali, relativi allo stravolgimento di siti paesaggistici e storico-archeologici, tratturi, della fauna e della flora locale, idrogeologici;
b) erariali (abbattimento di zone di boschi, distruzioni di pascoli, impossibilità di ripristino degli stati dei luoghi quo ante);
c) economici (riflettentisi su forme di turismo alternativo e di qualità, sul valore degli immobili siti in centri interessati da impianti, sull’agricoltura e sull’allevamento);
d) alla salute, attesa la dimostrata nocività del rumore e delle emissioni elettromagnetiche prodotte dagli aerogeneratori.
3) Irrisoria ed insignificante, secondo i più recenti studi effettuati in materia, si appalesa la presunta riduzione del CO2, il motivo prevalente, vale a dire, che giustificherebbe la scelta eolica come “energia pulita”.
4) Contrariamente a quanto comunemente ritenuto dalla opinione pubblica, l’energia eolica prodotta in Molise, non va a vantaggio dei suoi abitanti, ma viene immessa nella rete di distribuzione nazionale; inoltre, alcun beneficio, in termini di costi energetici, ne deriva agli stessi, subendo, anzi, tali costi, incrementi per la realizzazione di parchi eolici.
5) I presunti vantaggi economici che dovrebbero derivare a privati ed alle popolazioni, in realtà non sono tali:
a) i terreni concessi in fitto producono reddito che va tassato in maniera rilevante, dimostrandosi, di lieve portata, alla fine, i presunti benefici auspicati (si consideri anche l’irreversibile trasformazione dei fondi a seguito delle notevoli quantità di cemento in essi impiegate) ;
gli “indennizzi” (rectius, risarcimento del danno ambientale) spettante ai comuni, viene, nella maggior parte dei casi, da questi dilapidato in iniziative di scarso interesse economico e culturale (sagre e feste paesane).
Cosi come la classe politica - tutta, indistintamente - e gli amministratori della cosa pubblica sottacciono questi argomenti, anche i media contribuiscono a negare ai cittadini una giusta e obbiettiva informazione, così privandoli della possibilità di conoscere quali conseguenze, per loro stessi e per i loro figli, riserva il futuro
Chi si oppone all’eolico selvaggio è oggi visto come un fautore del nucleare (ma l’eolico non può da solo sostituire l’apporto che l’eventuale intervento nucleare può dare al fabbisogno energetico del Paese) o, in alternativa, come il Don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento.
Ecco, forse questa seconda connotazione si addice di più a chi, come il sottoscritto, dissente e continua a lottare in difesa del paesaggio, ostinandosi a sperare in un cambiamento, in una retromarcia, ma non sapendo - o sapendo bene, anzi - che tale impegno è destinato a morire sul nascere, tanti sono, gli interessi delle lobby di industriali, della finanza e della politica, contro le quali permetteteci quanto meno di esternare tutta l’avversione possibile, tutta la nostra irriducibile rabbia.
Gianluigi Ciamarra – Avvocato

