abm

abm

sabato, febbraio 05, 2011


IL MARE D’INVERNO:
Pulire le spiagge anche quando non servono ai bagnanti.

Per ricordare a tutti che l’inquinamento dura tutto l’anno.



 E’ fissata per domenica 6 febbraio la storica iniziativa di volontariato di Fare Verde per promuovere  la salvaguardia dei litorali: quest’anno "Il Mare d’Inverno" giunge alla 19° edizione.
Domenica 6 febbraio si svolgerà anche in Molise, a Campomarino, IL MARE D'INVERNO, operazione di cura e salvaguardia dei litorali italiani, promossa dall'associazione FARE VERDE sin dal 1992. L’Operazione si svolgerà sul litorale nord di Campomarino (presso “Mambo Bar”) fino al depuratore, un tratto di particolare interesse paesaggistico per la presenza di bellissime dune naturali. Anche quest’anno, alla manifestazione aderisce AMBIENTE BASSO MOLISE, associazione molto attiva e radicata sul territorio.
Ogni anno migliaia di volontari in tutta Italia, da nord a sud e nelle isole, raccolgono rifiuti che invadono coste, spiagge e scogliere, eseguendo un monitoraggio delle più diffuse forme di inquinamento del mare.
Siamo circondati dalle merci, che prima o poi diventeranno rifiuti. Ecco perché alla base di tutto c'è assoluta necessità di ridurre consumi e sprechi, il primo passo da intraprendere dalle amministrazioni pubbliche per affrontare in maniera decisiva la devastante problematica rifiuti che, soprattutto negli ultimi mesi, sta drammaticamente emergendo nei suoi lati peggiori anche nella nostra regione.Tutti i rifiuti che non riusciamo a ridurre, devono poi essere recuperati e riciclati, attraverso cicli virtuosi che permettono di risparmiare materie prime, acqua ed energia.
Le operazioni di pulizia degli scorsi anni hanno fatto registrare l’enorme invadenza della plastica e degli imballaggi in tutte le sue forme: bottiglie, sacchetti, rasoi usa e getta, contenitori di ogni tipo, che costituiscono la maggior parte dei rifiuti prodotti annualmente in Italia.
In particolare nella scorsa edizione dell'iniziativa sul litorale nord di Campomarino, si è registrata una presenza allarmante di polistirolo, (in particolare le comuni cassette per il pesce), evidentemente gettate in mare aperto dai pescherecci e restituiti al mittente dalle mareggiate: un preoccupante segnale di scarso rispetto del mare proprio da chi dovrebbe tutelarlo maggiormente.
“Il Mare d’Inverno”  serve quindi a ricordare che l'inquinamento di mari e spiagge esiste tutto l'anno e che oggi più che mai esiste la necessità di invertire il modo sprecone, inefficiente ed irrispettoso dell’ambiente di intendere la vita della moderna società dei consumi.
Per riscoprire quindi il fascino del mare d’inverno e passare una mattina diversa all’insegna della tutela dell’ambiente e della salvaguardia del nostro territorio, Fare Verde invita amministratori, cittadini ed associazioni a partecipare alla giornata ecologica. L’appuntamento è nei pressi del “Mambo Bar” alle ore 09.45.
 
Campomarino, 03 febbraio 2010                                                              
     FARE VERDE  Campomarino
                                                                                        
 
FARE VERDE Onlus – Associazione di protezione ambientale riconosciuta ai sensi dell’art.13 legge 349/86
Gruppo di Campomarino. Tel. 333.15.70.699
www.fareverdecampobasso.blogspot.com
www.fareverde.it
molise@fareverde.it

 

Protezione civile: arrestata Marta Di Gennaro, ex vice di Bertolaso
 


MILANO - Marta Di Gennaro, ex vice di Guido Bertolaso alla Protezione civile, e il prefetto Corrado Catenacci, ex commissario ai rifiuti della Regione Campania, sono stati arrestati nell’ambito di un’operazione per reati ambientali eseguita in varie zone d’Italia dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) e dalla Guardia di finanza di Napoli, coordinata dalla procura della Repubblica di Napoli. Ai due è stato concesso il beneficio degli arresti domiciliari. Nella stessa operazione sono state arrestate altre dodici persone e vi sono 38 indagati, tra questi vi sono anche l’ ex presidente della Campania, Antonio Bassolino, l’ex assessore regionale Luigi Nocera e l’ex capo della segreteria politica di Bassolino, Gianfranco Nappi. Le accuse sono di associazione per delinquere, truffa e reati ambientali. Sequestri di documentazione sono stati messi in atto in diverse sedi istituzionali, come la Prefettura di Napoli, la Regione Campania ma anche la Protezione civile di Roma e in sedi di aziende di rilievo nazionale.



PERCOLATO IN MARE – Secondo la procura di Napoli ci sarebbe stato un accordo illecito tra pubblici funzionari e gestori di impianti di depurazione campani che ha portato a immettere per anni sul tratto di costa tra Napoli e Caserta percolato non trattato, liquido prodotto dalle discariche di rifiuti solidi urbani. Il percolato era portato nei depuratori senza alcun trattamento e da lì finiva in mare. Per Marta Del Gennaro si tratta del secondo provvedimento cautelare, perché già coinvolta in un’inchiesta sempre in materia di rifiuti; anche Catenacci è stato già indagato nell’ambito del suo ruolo di commissario e attualmente è a capo della Sapna, società provinciale per il reciclo dei rifiuti.
fonte: corriere.it
 
 



    


 

venerdì, febbraio 04, 2011

Arsenico nell’acqua, l’Enea ha pronta la soluzione


Dai primi di gennaio nel Lazio è stato dichiarato lo stato di emergenza per l’eccesso di arsenico nell’acqua potabile. Anche in molte altre regioni italiane nell’acqua di arsenico ce n’è troppo, a volte per cause naturali, altre per effetto di attività industriali.L’Enea, negli ultimi tempi, si è data da fare per risolvere il problema. A valle, non a monte: l’acqua viene depurata con un sistema abbastanza classico di membrane microfiltranti, tarate specificatamente per l’arsenico. In questo modo, secondo l’Enea, si arriva a bloccare anche il 99% di questo veleno.
Al momento è già quasi pronto un impianto sperimentale, con il quale si purifica l’acqua della mensa aziendale dell’Enea Casaccia. Parliamo di un serbatoio piccolo, da 5000 litri, ma all’Enea affermano che il sistema si può tranquillamente dimensionare per tutte le esigenze, da quelle del piccolo paesino da mille abitanti a quelle della grande città.
fonte: ecoblog.it
 
 




 

giovedì, febbraio 03, 2011


Buste di plastica, tra un mese stop anche alle scorte



A circa un mese dalla loro messa al bando, le principali catene della grande distribuzione organizzata prevedono che le scorte di buste di plastica saranno esaurite entro febbraio



Missione quasi compiuta per l'addio definitivo ai sacchetti di plastica. A circa un mese dall'entrata in vigore della loro messa al bando, le principali catene della grande distribuzione organizzata prevedono che le scorte saranno esaurite entro febbraio. Anzi: per alcune l'obiettivo potrà essere raggiunto già alla fine di gennaio. E c'è addirittura la francese Auchan che la scelta ecologista l'ha già fatta due anni fa con un accordo con il Wwf e quindi ora non ha più nemmeno le scorte da smaltire. Pioniere dello stop ai vecchi shopper anche la Coop, che conta di eliminarle dappertutto entro metà febbraio. Da gennaio, infatti, è entrato in vigore il divieto di produrre o commercializzare i sacchetti non biodegradabili, dando tuttavia la possibilità ai supermercati di smaltire le rimanenze. Le vecchie buste si stanno distribuendo gratis.



Al loro posto, si propongono alternative eco-attente, meglio se riutilizzabili, come la sportina della nonna o le borse con due manici che si attaccano al carrello. Sconsigliato, invece, il sacchetto biodegradabile sia per il costo sia per la scarsa resistenza. Il percorso che ha portato all'addio dei sacchetti di plastica è stato lungo e accidentato e potrebbe ancora riservare delle sorprese. L'iter comincia nel 2007 con la legge Finanziaria: si prevede un programma sperimentale condiviso tra il ministero dello Sviluppo e quello dell'Ambiente. La data per l'eliminazione è fissata per il primo gennaio 2010, ma poi prorogata di un anno.



Nel mirino dell'Antitrust, in questi giorni, sono finiti falsi eco-shopper: l'Autorità ha dato ragione a Legambiente definendo ingannevole pubblicizzarli come bio se contengono l'additivo Ecm. E se per gli ambientalisti è in corso una rivoluzione, non ha invece deposto le armi l'Unionplast, che raggruppa le aziende produttrici del sacchetto di plastica, che é ricorsa al Tar del Lazio. Le aziende protestano anche contro la decisione di distribuire le scorte gratuitamente, facendo ricadere su di loro - sostengono - tutti i costi.



"È un pasticcio che ha tanto di ideologico e poco di ambientalista - afferma il direttore generale dell'Unione Angelo Bonsignori - Il settore sta soffrendo: dei 4 mila dipendenti ben due terzi sono entrati in cassa integrazione, contratti di solidarietà e ferie forzate. Della questione se ne sta occupando anche Bruxelles che già in passato aveva bocciato analogo divieto in Francia". Da tempo l'Unionplast mette in guardia dal fatto che l'Italia rischia su questo fronte una procedura d'infrazione perché lo stop ai sacchetti in plastica sarebbe in contrasto con la direttiva europea sugli imballaggi. Non solo: si potrebbe anche configurare un vizio procedurale perché non sarebbe stata notificata alla commissione Ue la normativa tecnica. (Ansa).



 



martedì, febbraio 01, 2011

AMBIENTE BASSO MOLISE


COMUNICATO STAMPA


 
 


ALTRI RIFIUTI SPECIALI NELLA DISCARICA ABUSIVA DI SAN GIACOMO S.


 


Nonostante la ns. raccomandata al Consorzio di Bonifica di Termoli in cui si chiede la bonifica del sito inquinato e nonostante il Sindaco di San Giacomo S. abbia inviato per conoscenza alla Procura della Repubblica, alla Regione Molise, alla Provincia la richiesta di bonifica nulla è stato fatto anzi, la discarica abusiva è aumentata con materassi, giocattoli e anche batterie esauste.
L'inquinamento provocato da una batteria esausta inizia nel momento in cui essa viene abbandonata dal detentore in tutti quei posti diversi dall'officina dell'autoriparatore o dai centri di raccolta autorizzati. I danni ambientali prodotti dalle batterie esauste abbandonate sono gravissimi e le conseguenze permangono per anni danneggiando fortemente l'ecosistema
Ricordiamo che l’area in questione si trova in contrada Vallone delle Coste ed oltre ad esserci materiale pericoloso per la salute umana si trova di tutto da wc, a computer, scanner, ombrelli, pneumatici, rami di palme, inerti, abbigliamento, buste immondizia, materassi, piatti, plastica, vetro, legno, borse, scarpe, telefoni, telecomandi, cassette di legno, tavoli di plastica,bottiglie di plastica,valigie, insomma un grande supermercato dell’usato in cui i rifiuti aumentano giorno per giorno e nessuno fa niente per sanare il territorio.
Cosa bisogna fare affinchè  il Consorzio o qualcuno degli Enti preposti si decida a bonificare l’intera area?
30 gennaio 2011
 
                                                                                  Il Presidente
                                                                                Luigi Lucchese


 









lunedì, gennaio 31, 2011

IL NOSTRO MARCO PROTAGONISTA NEL SALVATAGGIO DI UN LUPO


Il lupo salvato nel Parco della Majella



Un laccio d'acciaio lo aveva catturato, ma il pronto intervento dei tecnici del parco della Majella ha permesso al lupo appenninico di sopravvivere. Grazie ai radiocollari gps, recentemente applicati ad alcuni esemplari, un biologo dell'Ente ha rinvenuto nei pressi di Roccacasale, a pochi metri dal confine del Parco, l'animale in difficoltà e ha lanciato l'allarme. L'esemplare è stato sedato, liberato dalla trappola, curato e rilasciato subito in natura. La pratica di mettere lacci di acciaio in corrispondenza di sentieri e guadi frequentati dagli animali è una delle più frequenti attuate dai bracconieri. Il lupo appenninico, per la sua importanza, è inoltre stato scelto come simbolo del parco, ma questo non ha ancora oggi fermato la caccia di frodo. Oltre ai lupi, nel parco della Majella vivono camosci, cervi e lontre: per ammirare le bellezze faunistiche e floreali della zona i visitatori possono percorrere una estesa rete di sentieri panoramici (circa 700 chilometri). Ce ne sono per tutti i gusti: escursionisti della domenica, amanti del trekking o appassionati di mountain bike  (Fonte La Repubblica)


Foto M. Carafa - Archivio Parco Nazionale della Majella © 2011





Foto M. Carafa - Archivio Parco Nazionale della Majella © 2011


Foto M. Carafa - Archivio Parco Nazionale della Majella © 2011




Foto M. Carafa - Archivio Parco Nazionale della Majella © 2011



Foto M. Carafa - Archivio Parco Nazionale della Majella © 2011



Foto M. Carafa - Archivio Parco Nazionale della Majella © 2011



Foto M. Carafa - Archivio Parco Nazionale della Majella © 2011