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domenica, gennaio 20, 2013

BIOECONOMIA

L’importanza della bioeconomia sta rapidamente aumentando in tutto il mondo e in particolare in Europa. Secondo Maive Rute, numero uno del settore biotecnologie, agricoltura e alimentazione della Direzione generale ricerca e innovazione della Commissione europea, «Con la popolazione mondiale che raggiungerà i 9 miliardi nel 2050 e la diminuzione delle risorse fossili, l’Europa deve rivedere la sua gestione e l’uso delle risorse biologiche rinnovabili. L’esaurimento delle risorse fossili, dalle quali l’economia europea dipende in larga misura, richiede uno spostamento verso una nuova società post-petrolifera.
Con la sua natura trasversale – continua Rute – la bioeconomia offre un’opportunità unica per affrontare le sfide complesse e interconnesse, oltre a raggiungere la crescita economica. Può aiutare l’Europa a realizzare la transizione verso una società più efficiente nell’uso delle risorse, che si basi più fortemente sulle risorse biologiche rinnovabili per soddisfare le esigenze dei consumatori, la domanda dell’industria e affrontare il cambiamento climatico. La bioeconomia UE ha già un fatturato di circa 2 trilioni di euro e impiega più di 22 milioni di persone, pari al 9% dell’occupazione totale nell’Ue. Comprende l’agricoltura, la silvicoltura, la pesca, la produzione alimentare, nonché settori della chimica, delle biotecnologie e delle energie. Comprende la produzione sostenibile di risorse biologiche rinnovabili e la loro conversione, così come quella dei flussi di rifiuti in bioprodotti, biocarburanti e bioenergia».



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