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lunedì, gennaio 28, 2013

MARE D'INVERNO



I PESCATORI I PRINCIPALI NEMICI DEL MARE:
(spiaggia invasa da reste e polistirolo)

Si è svolta il 27 gennaio u.s. sul litorale di Campomarino la 21^ edizione de "IL MARE D'INVERNO", iniziativa di tutela ambientale promossa da FARE VERDE, che ha coinvolto tanti volontari delle associazioni  Fare Verde ed Ambiente Basso Molise, con la partecipazione del locale gruppo di Protezione Civile, impegnati nella raccolta di rifiuti abbandonati sulla spiaggia del litorale nord di Campomarino, un tratto di costa di particolare pregio naturale e paesaggistico, fortemente investito dal fenomeno dell’erosione.
Come al solito, riscontrata anche nel 2013 una vera e propria invasione di plastica e polistirolo, nelle più svariate forme.
Centinaia le cassette di polistirolo recuperate, di quelle comunemente usate dai pescherecci per confezionare il pesce; sconcertante segnale che prova senza dubbi l’incivile abitudine degli equipaggi dei pescherecci, di disfarsi delle cassette gettandole in mare aperto.
Altri rifiuti “ittici” trovati in quantità industriale sull’arenile, sono le “reste” reti di plastica utilizzate nei vivai delle cozze, anche in questo caso gettate a mare senza troppe preoccupazioni dagli operatori del settore dopo aver recuperato i mitili.
Atteggiamenti che confermano lo scarso rispetto per l’ambiente ed il mare, proprio da parte di chi lo vive quotidianamente per di più traendone sostentamento, ma anche dello scarso controllo e dell’inefficace azione deterrente da parte delle autorità preposte che mai hanno neppure replicato agli esposti avanzati gli anni scorsi a seguito delle precedenti edizioni della manifestazione ecologista.
La consueta classifica dei rifiuti più diffusi recuperati dalla sabbia, ha visto ancora una volta la massiccia presenza della plastica in tutte le sue forme: bottiglie, flaconi, contenitori di ogni specie, ma anche imballaggi ed oggetti usa e getta delle più svariate tipologie; uno squallido spettacolo che vede le nostre spiagge invase, nei periodi lontani dagli interessi turistici, da tutto ciò che viene indiscriminatamente rilasciato nell’ambiente e che il mare ci restituisce dopo le mareggiate.
Questa sempre maggiore invadenza di rifiuti di ogni tipo, dimostra come, nonostante le emergenze ormai diffuse in tutta Italia, non esistano ancora nella nostra regione, serie politiche per la riduzione “a monte” dei rifiuti, attraverso l’introduzione, ad esempio, del vuoto a rendere per le bevande, della diffusione dei detersivi alla spina, della sostituzione dei prodotti “usa e getta” con quelli riutilizzabili, ma anche a efficienti sistemi di raccolta e trattamento come la raccolta differenziata porta a porta, in Molise ancora quasi del tutto sconosciuta.







domenica, gennaio 20, 2013




EFFICIENZA ENERGETICA:
ITALIA PEGGIO DELLA THAILANDIA

Il sistema energetico italiano è meno efficiente ed ecocompatibile di quello di molti Paesi tradizionalmente considerati meno sviluppati ed evoluti, come l’Azerbaijan, la Colombia, il Perù, il Messico o la Turchia. Persino la Thailandia produce e usa l’energia meglio di noi.
Il dato, poco confortante per lo stivale, emerge dal “Global Energy Architecture Performance Index Report 2013″ realizzato dal World Economic Forum insieme ad Accenture. Nell’indice siamo al 46mo posto, ben lontani dalla maggior parte dei Paesi europei (Norvegia, Svezia, Francia, Svizzera ci stracciano prendendosi le prime quattro posizioni) e seguiti da Panama, Bulgaria, El Salvador, Tunisia e Kazakhstan. Ma anche Stati Uniti. (fonte : Informambiente)




BIOECONOMIA

L’importanza della bioeconomia sta rapidamente aumentando in tutto il mondo e in particolare in Europa. Secondo Maive Rute, numero uno del settore biotecnologie, agricoltura e alimentazione della Direzione generale ricerca e innovazione della Commissione europea, «Con la popolazione mondiale che raggiungerà i 9 miliardi nel 2050 e la diminuzione delle risorse fossili, l’Europa deve rivedere la sua gestione e l’uso delle risorse biologiche rinnovabili. L’esaurimento delle risorse fossili, dalle quali l’economia europea dipende in larga misura, richiede uno spostamento verso una nuova società post-petrolifera.
Con la sua natura trasversale – continua Rute – la bioeconomia offre un’opportunità unica per affrontare le sfide complesse e interconnesse, oltre a raggiungere la crescita economica. Può aiutare l’Europa a realizzare la transizione verso una società più efficiente nell’uso delle risorse, che si basi più fortemente sulle risorse biologiche rinnovabili per soddisfare le esigenze dei consumatori, la domanda dell’industria e affrontare il cambiamento climatico. La bioeconomia UE ha già un fatturato di circa 2 trilioni di euro e impiega più di 22 milioni di persone, pari al 9% dell’occupazione totale nell’Ue. Comprende l’agricoltura, la silvicoltura, la pesca, la produzione alimentare, nonché settori della chimica, delle biotecnologie e delle energie. Comprende la produzione sostenibile di risorse biologiche rinnovabili e la loro conversione, così come quella dei flussi di rifiuti in bioprodotti, biocarburanti e bioenergia».



venerdì, gennaio 11, 2013

RICONOSCIMENTO per A.B.M.

 L'ENEA, la CIA, l'Università degli sSudi del Molise ed altri hanno assegnato ad Ambiente Basso Molise un riconoscimento
"per l'impegno e la costanza profusa per la salvaguardia del territorio molisano"
. A ritirare il riconoscimento il Presidente Lucchese.