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giovedì, aprile 25, 2013
martedì, aprile 23, 2013
NAPOLI
Disastro ambientale nelle aree di Bagnoli a Napoli
Sigilli
ai siti dell’ex Italsider e dell’ex Eternit. Indagati 21 ex dirigenti della
società ‘Bagnoli Futura’ e di vari enti, compreso il ministero dell’Ambiente.
L’accusa è di “omessa bonifica” e “ulteriore aggravamento dell’inquinamento.
Le aree
dell’ex Italsider e dell’ex Eternit di Bagnoli, alla periferia di Napoli, sono
state sequestrate dai Carabinieri nell’ambito di un’indagine della Procura che
ipotizza una situazione di disastro ambientale. Indagati 21 ex dirigenti della
società ‘Bagnoli Futura’ e di vari enti locali. Tra i luoghi simbolo della
riqualificazione del quartiere la Città della scienza, devastata da un
rogo doloso poco più di un mese fa.
Il
sequestro disposto ha oggetto la zona già sottoposta ad attività di bonifica
gestita dalla società di trasformazione urbana Bagnolifutura Spa, sia altre
aree, compresa la cosiddetta Colmata di Bagnoli. Secondo le indagini nelle aree
già certificate come modificate c’è stata “omessa bonifica dei terreni” come si
legge in una nota della Procura e l’intervento ha generato un “ulteriore
aggravamento dello stato di inquinamento dei terreni”.
Gli esami
tecnici disposti dagli inquirenti hanno accertato un notevole inquinamento
dell’area: gli interventi di bonifica – secondo la Procura – avrebbero
aggravato la già difficile situazione ambientale. Nell’inchiesta sono
coinvolti, oltre ai presidenti e direttori generali pro tempore della Bagnolifutura
spa e del Ccta (laboratorio interno della Bagnolifutura), anche i
rappresentanti pro tempore di tutti gli enti pubblici coinvolti a vario
titolo nel procedimento di bonifica del sito di interesse, quali il direttore
generale del ministero dell’Ambiente, i dirigenti Arpac, il dirigente
della Provincia, il coordinatore del Dipartimento Ambiente del Comune di
Napoli, i legali rappresentanti ed i tecnici delle ditte esecutrici dei
lavori di bonifica, la direzione lavori. I reati ipotizzati a loro carico
sono: la truffa ai danni dello Stato, reati di falso, reato di miscelazione di
rifiuti industriali, reato di disastro ambientale.
Fonte
“http://tg24.sky.it”
LONDRA
Londra: carne non identificata in alcuni cibi al supermercato, si pensa sia di cane
L’incubo della carne di manzo che non è manzo torna in Gran Bretagna. Ma stavolta non si
tratta nemmeno di carne di cavallo e
il timore è che possa essere carne
di cane. Una carne misteriosa è stata trovata in alcuni piatti a base di
agnello in alcuni supermercati di Londra,
mentre in un hamburger venduto come di manzo sono state trovate tracce di carne e sangue di pollo.
Le autorità
sanitarie inglesi ora lavorano per scoprire che tipo di carne sia,
ma il fatto che non possa essere ricondotta con facilità alle carni in
commercio lascia pensare che possa trattarsi di carne usualmente non mangiata,
come quella di cane.
Un
portavoce del programma sanitario che sta svolgendo indagini sul cibo ha spiegato: “Proprio quando
pensavamo che le cose non potessero andare come per la carne di cavallo, un
nuovo problema è arrivato per l’agnello al curry indiano. Il piatto conteneva
carne, ma non si trattava né di
agnello, né di maiale, pollo o manzo. Nemmeno cavallo, né capra“.
I test
svolti sulla carne hanno mostrato che non si tratta di carni usate normalmente per l’alimentazione
umana. Nasce così il dubbio che possa trattarsi di carne di altri animali, come ad esempio la carne di cane, che in alcuni casi è
stata già ritrovata nel mangime per animali in Spagna.
Fonte
: blitzquotidiano.it
lunedì, aprile 22, 2013
CANI
Carne di cane al ristorante, chip identificativo nello stomaco
Qualche giorno fa è successo che una
donna, dopo aver mangiato ad un ristorante esotico, ha iniziato ad accusare
forti dolori allo stomaco. La donna è stata portata al pronto soccorso e li i
medici hanno scoperto che non solo le era stata servita della carne di cane, ma
che l’ignara signora si era anche mangiata il chip identificativo del povero
animale.
Il
giornale continua dicendo che è ancora sconosciuto se la donna fosse a
conoscenza della vera natura del piatto servitole oppure se le fosse stata
servita quella carne in maniera fraudolenta.
Ad onor
di cronaca, vi è da dire che in Italia non esiste alcuna legge che vieta di
mangiare carne di cane (o gatto), tuttavia la legge fa distinzione tra “animali
d’affezione” e gli “animali da reddito” che sono i solo destinabili al macello.
Certo è che,
se il cane aveva ancora il microchip, molto probabilmente non era destinato
alla macellazione.
Fonte “saicosamangi.org“
domenica, aprile 21, 2013
OGM
In 5 regioni sequestrati mais
OGM spacciato per bio e soia ricca di pesticidi
Mais spacciato per bio in
realtà ogm e soia impregnata di pesticidi. L’ultima
truffa ai consumatori è stata scoperta dalla Guardia di Finanza e dall’Ispettorato
Repressione Frodi ministero delle Politiche Agricole. Sono 1.500 le tonnellate
di soia, mais e grano tenero della Ucraina falsamente
certificati come “biologici”, ma in realtà ad alto contenuto di ogm,
sequestrati in diverse regioni d’Italia (Marche, Emilia Romagna, Sardegna,
Molise e Abruzzo). Nel corso dell’operazione sono stati messi i sigilli
anche anche 16 tonnellate di soia provenienti dall’India contaminate
con pesticidi. Le merci venivano sdoganate
a Malta da una società gestita da italiani e
poi introdotte nel territorio nazionale. Nelle indagini sono finite anche una
decina di società, tra cui quelle moldave ed ucraine che curavano
l’approvvigionamento delle granaglie, e gli enti di certificazione ed analisi
dei prodotti con sede a Fano e Sassari, di cui dovranno essere accertati ruolo
e responsabilità. Nell’operazione ‘Green war’ delle Fiamme gialle, allo stato,
sono indagate 23 persone. Molte le Perquisizioni decise dalla Procura di
Pesaro nei confronti di operatori del settore dei prodotti da agricoltura
biologica “che importavano da Paesi terzi limitrofi all’Ue (Moldavia e Ucraina)
granaglie destinate al comparto zootecnico e, in taluni casi, all’alimentazione
umana. In alcuni casi, spiegano le fiamme gialle, “le produzioni agricole
certificate come biologiche erano di fatto ottenute con elevato contenuto
di Organismi geneticamente modificati o contaminate da agenti
chimici vietati nell’agricoltura biologica. Le società, per evitare i
controlli, provvedevano allo sdoganamento delle merci a Malta, in un caso i
prodotti agricoli hanno viaggiato su gomma e sono passati attraverso la dogana
di Trieste-Fernetti.
Fonte
“IlFattoQuotidiano”
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