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martedì, aprile 23, 2013

PAESAGGI.......... LONTANI








NAPOLI



Disastro ambientale nelle aree di Bagnoli a Napoli


Sigilli ai siti dell’ex Italsider e dell’ex Eternit. Indagati 21 ex dirigenti della società ‘Bagnoli Futura’ e di vari enti, compreso il ministero dell’Ambiente. L’accusa è di “omessa bonifica” e “ulteriore aggravamento dell’inquinamento.
Le aree dell’ex Italsider e dell’ex Eternit di Bagnoli, alla periferia di Napoli, sono state sequestrate dai Carabinieri nell’ambito di un’indagine della Procura che ipotizza una situazione di disastro ambientale. Indagati 21 ex dirigenti della società ‘Bagnoli Futura’ e di vari enti locali. Tra i luoghi simbolo della riqualificazione del quartiere la Città della scienza, devastata da un rogo doloso poco più di un mese fa. 
Il sequestro disposto ha oggetto la zona già sottoposta ad attività di bonifica gestita dalla società di trasformazione urbana Bagnolifutura Spa, sia altre aree, compresa la cosiddetta Colmata di Bagnoli. Secondo le indagini nelle aree già certificate come modificate c’è stata “omessa bonifica dei terreni” come si legge in una nota della Procura e l’intervento ha generato un “ulteriore aggravamento dello stato di inquinamento dei terreni”. 
Gli esami tecnici disposti dagli inquirenti hanno accertato un notevole inquinamento dell’area: gli interventi di bonifica – secondo la Procura – avrebbero aggravato la già difficile situazione ambientale. Nell’inchiesta sono coinvolti, oltre ai presidenti e direttori generali pro  tempore della Bagnolifutura spa e del Ccta (laboratorio interno della  Bagnolifutura), anche i rappresentanti pro tempore di tutti gli enti  pubblici coinvolti a vario titolo nel procedimento di bonifica del sito di interesse, quali il direttore generale del ministero  dell’Ambiente, i dirigenti Arpac, il dirigente della Provincia, il coordinatore del Dipartimento Ambiente del Comune di Napoli, i legali  rappresentanti ed i tecnici delle ditte esecutrici dei lavori di  bonifica, la direzione lavori. I reati ipotizzati a loro carico sono: la truffa ai danni dello Stato, reati di falso, reato di miscelazione di rifiuti industriali, reato di disastro ambientale. 
Fonte “http://tg24.sky.it”





LONDRA



Londra: carne non identificata in alcuni cibi al supermercato, si pensa sia di cane


L’incubo della carne di manzo che non è manzo torna in Gran Bretagna. Ma stavolta non si tratta nemmeno di carne di cavallo e il timore è che possa essere carne di cane. Una carne misteriosa è stata trovata in alcuni piatti a base di agnello in alcuni supermercati di Londra, mentre in un hamburger venduto come di manzo sono state trovate tracce di carne e sangue di pollo.
Le autorità sanitarie inglesi ora lavorano per scoprire che tipo di carne sia, ma il fatto che non possa essere ricondotta con facilità alle carni in commercio lascia pensare che possa trattarsi di carne usualmente non mangiata, come quella di cane.
Un portavoce del programma sanitario che sta svolgendo indagini sul cibo ha spiegato: “Proprio quando pensavamo che le cose non potessero andare come per la carne di cavallo, un nuovo problema è arrivato per l’agnello al curry indiano. Il piatto conteneva carne, ma non si trattava né di agnello, né di maiale, pollo o manzo. Nemmeno cavallo, né capra“.
I test svolti sulla carne hanno mostrato che non si tratta di carni usate normalmente per l’alimentazione umana. Nasce così il dubbio che possa trattarsi di carne di altri animali, come ad esempio la carne di cane, che in alcuni casi è stata già ritrovata nel mangime per animali in Spagna.
Fonte : blitzquotidiano.it

lunedì, aprile 22, 2013

PAESAGGI..........LONTANI











CANI



Carne di cane al ristorante, chip identificativo nello stomaco


Qualche giorno fa è successo che una donna, dopo aver mangiato ad un ristorante esotico, ha iniziato ad accusare forti dolori allo stomaco. La donna è stata portata al pronto soccorso e li i medici hanno scoperto che non solo le era stata servita della carne di cane, ma che l’ignara signora si era anche mangiata il chip identificativo del povero animale.
Il giornale continua dicendo che è ancora sconosciuto se la donna fosse a conoscenza della vera natura del piatto servitole oppure se le fosse stata servita quella carne in maniera fraudolenta.
Ad onor di cronaca, vi è da dire che in Italia non esiste alcuna legge che vieta di mangiare carne di cane (o gatto), tuttavia la legge fa distinzione tra “animali d’affezione” e gli “animali da reddito” che sono i solo destinabili al macello.
Certo è che, se il cane aveva ancora il microchip, molto probabilmente non era destinato alla macellazione.
Fonte “saicosamangi.org

domenica, aprile 21, 2013

OGM



In 5 regioni sequestrati mais OGM spacciato per bio e soia ricca di pesticidi




Mais spacciato per bio in realtà ogm e soia impregnata di pesticidi. L’ultima truffa ai consumatori è stata scoperta dalla Guardia di Finanza e dall’Ispettorato Repressione Frodi ministero delle Politiche Agricole. Sono 1.500 le tonnellate di soia, mais e grano tenero della Ucraina falsamente certificati come “biologici”, ma in realtà ad alto contenuto di ogm, sequestrati in diverse regioni d’Italia (Marche, Emilia Romagna, Sardegna, Molise e Abruzzo). Nel corso dell’operazione sono stati messi i sigilli anche  anche 16 tonnellate di soia provenienti dall’India contaminate con pesticidi. Le merci venivano sdoganate a Malta da una società gestita da italiani e poi introdotte nel territorio nazionale. Nelle indagini sono finite anche una decina di società, tra cui quelle moldave ed ucraine che curavano l’approvvigionamento delle granaglie, e gli enti di certificazione ed analisi dei prodotti con sede a Fano e Sassari, di cui dovranno essere accertati ruolo e responsabilità. Nell’operazione ‘Green war’ delle Fiamme gialle, allo stato, sono indagate 23 persone.  Molte le Perquisizioni decise dalla Procura di Pesaro nei confronti di operatori del settore dei prodotti da agricoltura biologica “che importavano da Paesi terzi limitrofi all’Ue (Moldavia e Ucraina) granaglie destinate al comparto zootecnico e, in taluni casi, all’alimentazione umana. In alcuni casi, spiegano le fiamme gialle, “le produzioni agricole certificate come biologiche erano di fatto ottenute con elevato contenuto di Organismi geneticamente modificati o contaminate da agenti chimici vietati nell’agricoltura biologica. Le società, per evitare i controlli, provvedevano allo sdoganamento delle merci a Malta, in un caso i prodotti agricoli hanno viaggiato su gomma e sono passati attraverso la dogana di Trieste-Fernetti.
Fonte “IlFattoQuotidiano”