abm

abm

domenica, ottobre 23, 2011


Iniziativa Repubblica.it e WWF



Chi “ricerca trova”, ma chi si racconta può anche vincere una borsa di studio. Il Wwf lancia in questi giorni “Biodiversamente” e “Chi ricerca trova”, una grande campagna a sostegno della biodiversità articolata su quattro livelli. Il primo è una raccolta di fondi per sostenere la ricerca scientifica italiana in uno dei settori chiave della sostenibilità. Il secondo è l’istituzione di un assegno di ricerca per i progetti giudicati più interessanti. Il terzo è dare visibilità alle capacità, ai sacrifici e ai risultati dei nostri ricercatori, raccogliendone le testimonianze attraverso l’apposita casella di posta elettronica 1 sul sito dell’associazione. Alcuni di questi racconti sono già consultabili sulle pagine web 2 del Wwf e danno conto delle importanti scoperte realizzate in questi anni dagli studiosi italiani in giro per il mondo, ma le nuove storie più significative ed emblematiche saranno rilanciate nei prossimi giorni anche da Repubblica.it. Quarto livello della campagna, infine, è una lunga serie di eventi in giro per l’Italia alla scoperta del nostro immenso patrimonio naturalistico. L’appuntamento in questo caso è per il 22 e 23 ottobre con una nuova edizione di “Biodiversamente”, il Festival dell’Ecoscienza organizzato in collaborazione con l’Associazione Nazionale Musei Scientifici, una non-stop di iniziative gratuite tra scienza e natura per conoscere il valore della biodiversità sul territorio, ma anche nei luoghi della ricerca e della divulgazione scientifica. In tutta Italia, musei scientifici, orti botanici, acquari, parchi nazionali e Oasi Wwf saranno aperti al pubblico gratuitamente con laboratori a tema, mostre e installazioni.


 



venerdì, ottobre 21, 2011


INQUINATA LA SPIAGGIA MOLISANA?



Tutta la costa molisana è stata invasa da una schiuma grigiastra nei giorni scorsi. Molti giurano che è fuoriuscita da una nave di passaggio, che sicuramente   avrà sversato qualche sostanza nel mare di fronte la costa molisana.  E’ stata allertata sia la capitaneria di Porti che l’ARPA. Le immagini mostrano il momento dei prelievi e la spiaggia nei giorni successivi. Evidenti sono i segni lasciati dalla schiuma.  


 
























 

giovedì, ottobre 20, 2011

NATURA


TARABUSINO



 



Uccello di medio-piccole dimensioni abbastanza allungato e appartenente all'ordine dei Ciconiformi. Nidifica su nidi costruiti ancorati al canneto vicino all'acqua. E' il più piccolo airone europeo e queste sue minute dimensioni, unitamente alla sua abitudine di rimanere sempre al coperto della vegetazione, ne rendono difficoltosa l'osservazione diretta. E' una specie solitaria durante tutto l'anno. Per cercarlo bisogna guardare attentamente nel canneto e nella vegetazione palustre perché il Tarabusino quando caccia sta spesso immobile o si muove camminando lentamente. Lo abbiamo fotografato con un pezzo di plastica attaccato al becco……… Anche il povero Tarabusino  ha capito quali problemi  possono esserci quando si convive con l’uomo.


 






ALZAVOLA
 



 L'Alzavola comune è una specie migratrice e localmente sedentaria diffusa in tre sottospecie in Eurasia e America settentrionale. Scarsa nidificante in Italia, ma comune come svernante. Abita soprattutto in zone umide d'acqua dolce, densamente coperte da vegetazione. In libertà si nutre di piccoli insetti, molluschi e sementi che possono essere sostituiti da un mangime bilanciato in cattività. 


 







 



PIRO PIRO CULBIANCO



 
 



Uccello di medio-piccole dimensioni, appartenente all'ordine dei Caradriformi. Il maschio e la femmina hanno una livrea praticamente identica con colorazione marrone scuro con macchiettatura fine di bianco sporco nelle parti superiori. Colorazione bianco sporco nelle parti inferiori. E' una specie solitaria durante tutto l'anno anche se qualche volta capita di vedere 3-4 individui assieme. E' facilmente contattabile anche e soprattutto per la sua abitudine di frequentare ambienti aperti, anche se talvolta, in particolare quando sosta su canali e fossi, può essere più difficlmente rilevabile.


 







GALLINELLA D’ACQUA
 



Uccello acquatico; possiede zampe lunghe con dita anch'esse lunghe e non palmate; infatti queste sono usate più come uno strumento per correre che per nuotare; mostra anche una certa riluttanza al volo anche se in grado di compiere discrete migrazioni.
Sul capo spicca in modo particolare lo scudo frontale e buona parte del becco rossi, la punta di quest'ultimo è gialla.
Caratteristico è anche il modo di nuotare muovendo ripetutamente avanti ed indietro il capo ed agitando continuamente la coda; riesce facilmente ad arrampicarsi sulla vegetazione e per alzarsi in volo necessita di una lunga rincorsa sull'acqua.
Frequenta ambienti con acqua stagnante o a corrente lenta con fitta e rigogliosa vegetazione, in questi ambienti risiede soprattutto nella zona di transizione tra le acque aperte e la fascia ripariale.  


 




 

mercoledì, ottobre 19, 2011


Terremoti e lampi di calore


 
Rapidi lampi di calore provocati dallo sfregamento delle rocce all’interno delle faglie sismiche possono provocare improvvisi cedimenti e dare il via ai terremoti. Lo dimostra lo studio realizzato da geologi della Brown University negli Usa e pubblicato su Science. Questo calore improvviso, che provoca l’indebolimento del coefficiente di attrito per riscaldamento delle superfici di contatto, contribuisce in modo importante all’indebolimento della faglia nelle fasi iniziali di grandi terremoti.
 
Fonte:Informambiente
 


martedì, ottobre 18, 2011


La peggior catastrofe marittima della Nuova Zelanda


La peggior catastrofe nella storia marittima della Nuova Zelanda. E Smith non usa mezzi termini perché i numeri parlano chiaro: da 130 a 350 tonnellate di carburante sono già fuoriuscite dal ‘Rena’. E il rischio peggiore è ancora da scongiurare: a bordo della nave, il cui scafo sta cedendo, ci sono 1700 tonnellate di idrocarburi, che potrebbero devastare la barriera di Astrolabio, rinomata per la ricchezza della sua flora e della sua fauna.
Per bloccare l’onda nera, 250 specialisti sono accorsi da diverse parti del mondo, mentre 300 militari sono pronti ad entrare in azione per ripulire le spiagge minacciate dall’arrivo delle bolle di petrolio. Intanto si lavora per estrarre il carburante rimasto a bordo. Il recupero della ‘Rena’, la nave di 47 mila tonnellate con a bordo 2.100
container, è infatti reso più difficile dalle condizioni del tempo, che secondo le previsioni peggiorerà nei prossimi giorni.
Fonte:Informambiente 



lunedì, ottobre 17, 2011


Ci siamo scordati del Giappone…


 
    Allarme da Greenpeace sulla diffusione di radiazioni nell’area della capitale giapponese. Alti livelli di radioattività sono stati registrati a Tokyo e nella vicina prefettura di Chiba, entrambe a più di 200 chilometri dalla centrale di Fukushima. Alcune misurazioni rivelano livelli di contaminazione addirittura superiori a quelli registrati nella zona di evacuazione intorno alla centrale.
    I dati. Greenpeace precisa che le autorità locali hanno comunicato che durante un’ispezione sono stati misurati livelli di radioattività di 3,35 microsievert l’ora lungo una strada residenziale del quartiere di Setagaya e di 5,82 microsievert l’ora in un parco per bambini in Funabashi, nella prefettura di Chiba.
“Questi nuovi test mostrano che la dispersione del materiale radioattivo fuoriuscito dalla centrale di Fukushima è più ampia e più grave di quanto si pensasse – commenta Salvatore Barbera, responsabile della campagna nucleare di Greenpeace Italia – il fatto che le autorità locali stiano cercando di decontaminare la zona usando idranti ad alta pressione, disperdendo ancor più il materiale radioattivo invece di rimuoverlo, è il segno che non hanno ricevuto il necessario supporto dal governo centrale e che stanno operando senza seguire le normali linee guida in caso di contaminazione nucleare”.  Greenpeace aggiunge di ritenere “assurda” l’intenzione del primo ministro Noda di far ripartire i reattori nucleari prima che venga completata l’investigazione sulle cause e le conseguenze della triplice fusione del nocciolo avvenuta sette mesi fa nella centrale di Fukushima.
Fonte:Informambiente




 

domenica, ottobre 16, 2011


Tumori al seno al Sud più 50%



Al Sud, le donne hanno un rischio di morire per tumore al seno più alto del 50%,
rispetto al Centro e al Nord. Questo perche’ l’adesione allo screening che prevede
la mammografia e’ solo del 37,9% al Sud (88,9% al Nord, 76,6% al Centro). Sono i
dati diffusi al meeting sui nuovi farmaci per il tumore al seno, organizzato
dall’Istituto Nazionale dei Tumori Regina Elena di Roma. In Italia vivono 520 mila
donne che hanno avuto un tumore del seno. A 5 anni dalla diagnosi e’ vivo l’85%
delle pazienti.


Fonte:Informambiente