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sabato, maggio 04, 2013




Gli attivisti Greenpeace si mobilitano per frenare la pesca eccessiva nel canale di Sicilia; è di stamattina la notizia che la nave dell’associazione ambientalista “Artic Sunrise” ha intercettato una coppia di ‘volanti’, imbarcazioni che usano reti a strascico semipelagiche per la pesca delle acciughe e delle sardine.
Subito, con un gesto simbolico, un’attivista si è tuffato a mare con grandi boe per frenare i pescherecci che godono di una licenza sperimentale, rinnovata ogni sei mesi dal Ministero delle Politiche Agricole, ed altri due gommoni si sono avvicinati alle imbarcazioni esponendo due striscioni: “‘Questa pesca svuota il mare” e  ”Esperimento pericoloso”.
L’azione della mattinata è il grido di allarme simbolico che lancia Greenpeace a seguito dei dati preoccupanti rilevati dall’analisi del Canale di Sicilia in cui la popolazione delle acciughe è al collasso, negli ultimi tre anni in media si sono pescate circa 5.160 tonnellate di acciughe, quasi il doppio del massimo sostenibile (solo 2.359 tonnellate).Lo stesso discorso vale anche per le sardine.
Peschiamo più del doppio di quello che possiamo permetterci: insistere con un “esperimento scientifico” folle come quello delle volanti a coppia è un crimine che dev’essere fermato subito – ha dichiarato Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace  che era a bordo dell’Arctic Sunrise. – Con il collasso della popolazione di acciughe, e le sardine ai minimi storici, ormai sono a rischio sia i pescatori che usano reti più selettive, come e reti a circuizione, sia il settore delle conserve ittiche, che ormai è costretto a importare pesce azzurro dall’Atlantico”.
Il grido di protesta contro queste “licenze sperimentali” si è levato anche da parte delle associazioni siciliane della pesca che sottolineano, inoltre, come nei mesi invernali, quando le volanti pescano e scartano notevoli quantitativi di giovanili di acciughe, la pesca a circuizione si ferma.
A conferma di quanto denunciato da Greenpeace anche il CGPM-FAO afferma: “dato che lo stock [di acciughe] è in questo momento sovrasfruttato, lo sforzo di pesca deve essere ridotto tramite un piano di gestione pluriennale fino a quando non ci saranno le prove di un recupero dello stock. Devono essere definite notevoli riduzioni delle catture assieme a riduzioni dello sforzo di pesca…”.
Ed è  per questo che l’associazione, con questo gesto di protesta, chiede non solo l’approvazione del piano pluriennale della FAO, ma anche lo stop alle licenze sperimentali per le volanti: “Tutti devono contribuire a tutelare una specie preziosa per l’economia e l’ecosistema: per questo chiediamo anche uno stop a tutta la pesca al pesce azzurro nei mesi invernali, per impedire la cattura e lo scarto degli esemplari giovanili”, sottolinea Alessandro Giannì.
Quella di stamattina è la prima azione in Italia durante il tour europeo di Greenpeace in sostegno della pesca artigianale. L’ Arctic Sunrise navigherà nel Mediterraneo con l’obiettivo di portare le richieste di chi pesca in modo sostenibile fino a Bruxelles, dove si sta decidendo la nuova Politica Comune della pesca. Solo in Italia le imbarcazioni appartenenti al sistema della “piccola pesca” sono quasi novemila, pari al 66,4 per cento della flotta nazionale. Un settore rilevante che dà lavoro a oltre 14 mila addetti, circa la metà del totale dei pescatori italiani e che rischia di scomparire. Una delle Regioni dove questa flotta è tra le più importanti è proprio la Sicilia.




ZANZARE



Combattere le zanzare è solitamente un’attività riservata ai mesi estivi. Se però si vuole giocare d’anticipo e preparare le proprie difese per tempo, ecco che qualsiasi periodo si rivela buono per informarsi riguardo l’installazione di zanzariere fai da te. Realizzabili interamente in casa o già pronte in kit di costruzione, queste attrezzature sono relativamente semplici da installare e persino da costruire in casa, almeno per quel che concerne i modelli base.

Costruire in casa la propria zanzariera fissa

Costruire la propria zanzariera interamente da sé è senz’altro economico e meno difficile di quanto si potrebbe pensare. Va tuttavia tenuto conto dell’assoluta precisione e accortezza che dev’essere prestata nel prendere le misure della propria finestra e nel relativo acquisto dei materiali. Eventuali imprecisioni potrebbero produrre degli spazi vuoti che renderanno la rete potenzialmente inefficace.
Detto questo vediamo quali sono gli strumenti e i materiali di cui si avrà bisogno durante la realizzazione della propria zanzariera. Innanzitutto una rete telata, con maglie sufficientemente strette per non far passare i fastidiosi insetti, ma non tale da rendere difficile il circolo dell’aria. Di norma può essere acquistata in un negozio di ferramenta o bricolage pagandola al metro.
Vi serviranno inoltre 4 bacchette o listelli di legno a sezione quadrata (larghezza minima 2,5 cm), con cui disegnare la “cornice” della struttura e che potranno essere anche realizzati su misura dal vostro falegname o negozio specializzato di fiducia. Infine chiodi da 2,5 cm per il legno, colla, forbici, graffettatrice e per ogni eventualità una sega o seghetto.
Nell’allestire con le bacchette di legno il supporto su cui si andrà a montare la rete telata sarà necessario qualche piccolo controllo, in modo che sia ben fissato e si collochi con precisione sulla vostra finestra. Prendere i primi due listelli e unirli formando un angolo di 90°, controllando con una squadra l’esattezza di questa misura e ripetendo i passaggi anche per gli altri angoli rimasti.
Una volta che l’intelaiatura è montata è il momento di applicare la rete telata, avendo cura di fissarla in punti ravvicinati (3-5 cm) e dopo averla ben tesa. Una maggiore tenuta può essere garantita aggiungendo alcune gocce di colla ad alto fissaggio. A questo punto basterà posizionare la zanzariera alla vostra finestra e il lavoro sarà completo




venerdì, maggio 03, 2013

FRATINO

E' iniziato il censimento del Fratino. I primi risultati non sono soddisfacenti ma, le escursioni continueranno nei prossimi giorni.
Termoli ad oggi non risulta nessun nido, ma la zona censita è minima;
Campomarino nel tratto dalla foce del Saccione a ponte  Rio Salso sono stati individuati n. 10 individui;
Petacciato n. 4 individui;
Montenro di Bisaccia n. 3 coppie con 2 nidi di cui 1 nido con tre uova.
Ecco le immagini di Montenero.













NUCLEARE



Nucleare: il neoministro Zanonato è favorevole

Prima uscita “pesante” del neoministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonanto. Il successore di Corrado Passera, intervenendo alla trasmissione radiofonica “Un giorno da pecora”, si è espresso in maniera possibilista sul nucleare.
La posizione di Zanonato rispecchia quella dell’ex ministro dell’Ambiente Corrado Clini: in molti paesi si produce energia nucleare e noi la compriamo dall’estero, se ci fossero le caratteristiche tecniche per produrla nel nostro paese lo si dovrebbe fare. E per caratteristiche tecniche Zanonato intende i siti idonei.
Zanonato, dovo aver cantato “Se stiamo insieme ci sarà un perché” di Riccardo Cocciante e “Basta un poco di zucchero e la pillola va giù” tratta dal film “Mary Poppins” e dopo aver accennato al ponte sullo Stretto di Messina, ha espresso il suo parere sul nucleare. Nel video andate al minuto 2:35, così vi evitate Cocciante e Mary Poppins
Non mi piace quando si enfatizzano le cose demonizzandole. Il nucleare è una forma di energia e quindi non è sbagliata di per sé, se si può gestire.
In Italia credo che non si possa fare. Però nel mondo c’è, la compriamo, dalla Francia. Ma se avessimo i siti adatti, perché no?
Questo non vuol dire che sta per ripartire la corsa alla ricerca dei siti nucleari. Ciò non è possibile, almeno in teoria, grazie alla vittoria del referendum del gennaio 2011 ma non è comunque un buon segno che il nuovo ministro per lo Sviluppo economico, a pochissimi giorni dal suo insediamento, parta da un elogio del nucleare. (Fonte, Greenstyle)

mercoledì, maggio 01, 2013



Inghilterra: migliaia di uccelli marini
uccisi dall’inquinamento
Uccisi da una coperta velenosa, una sostanza grassa e appiccicaticcia che ha impedito loro di volare via dall’inquinamento mortale del mare. Centinaia di uccelli marini, gabbiani ma anche gazze marine, urie comuni, cormorani e pulcinella di mare, sono stati recentemente trovati morti lungo le coste meridionali inglesi.
POCHI VIVI - Secondo il Devon Wildlife Trust la proporzione di uccelli morti tra quelli trascinati a riva dalle onde è drasticamente aumentata negli ultimi giorni. L’ecatombe è talmente copiosa che gli operatori impegnati nell’emergenza si sono stupiti lunedì 15 aprile quando hanno ricevuto in custodia qualche esemplare vivo: «Ci aspettavamo oramai di trovare solo uccelli morti», ha dichiarato al Guardian Cat Andrews, del Centro marino di Wembury. «Qualcuno lunedì ci ha portato un’uria viva. È angosciante vedere una creatura viva in uno stato così terribile, specialmente perché non abbiamo la possibilità di alleviare la sua sofferenza».
PULIZIA - E così, si prova ad aiutarli come si può: lo staff di un centro a Tauton della Rspb, un'orgazzazione non governativa che si occupa delle protezione di uccelli e ambiente, ha prima inutilmente adoperato acqua e sapone per cercare di ripulire i superstiti, e ha ottenuto poi qualche risultato in più usando la margarina.
FUORIUSCITE MISTERIOSE – La sostanza vischiosa che ha ucciso gli uccelli non è ancora stata identificata formalmente. Sembra che si tratti dello stesso tipo di sostanza chimica che aveva colpito all’inizio di febbraio, quando oltre 300 uccelli erano stati trovati in gran parte morti lungo tutta la costa sud della Gran Bretagna, dal Sussex alla Cornovaglia. Secondo gli esperti dell’Università di Plymouth, molto probabilmente è poliisobutilene, un polimero usato come additivo del petrolio, noto come PIB. La Guardia Costiera – che non è ancora riuscita a identificare da dove proviene la sostanza – aveva dichiarato al tempo della prima ecatombe che si trattava di una «sostanza chimica piuttosto comune» che viene trasportata sulle navi.
Carola Traverso Saibante