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sabato, aprile 21, 2012

TUTTI PERDENTI


La realtà dei fatti ci conferma sempre di più che siamo tutti perdenti, indistintamente tutti, a causa dei nostri comportamenti lesivi della dignità personale, sociale e globale.
Infatti, ognuno di noi, in proporzione, contribuisce a danneggiare irrimediabilmente la società ed il pianeta su cui viviamo.
E questo è uno dei peggiori furti non soltanto e paradossalmente contro noi stessi ma specialmente contro le generazioni che verranno dopo, i nostri stessi figli, nipoti e pronipoti.
Quale padre, nonno o bisnonno ama così poco i suoi eredi da volerli far vivere così troppo male?... Siamo, quindi, tutti perdenti (poveri e ricchi, buoni e cattivi) poiché siamo così tanto “autolesionisti” fino al punto che non ci saranno ricchezze per poter rimediare al male che stiamo facendo alla nostra Terra e, dunque, a noi stessi e ai nostri eredi. 




NON MUOIONO MAI.........................

Lungo il litorale della costa molisana ho incontrato tre fratini sconsolati al passaggio di trattori ed uno così parlò:
 "Muoiono le pecore e muoiono gli agnelli. Muore il bue e l'asinello. Muore la gente piena di guai, ma i rompicoglioni non muoiono mai."






venerdì, aprile 20, 2012

STRAGE


La ferocia dell'uomo: la strage dei cetacei in Danimarca nelle isole Feroe

Oramai da anni se ne sente parlare ogni tanto, quasi come un sussurro, come se la notizia dovesse passare sotto silenzio. 
Parliamo dei globicefali (specie Globicephala melas) o come meglio sono conosciuti le balene pilota (chiamati così perchè più che rassomigliare a dei delfini sono simili alle balene) appartenenti alla famiglia dei Delphinidae, conosciuti in lingua spagnola come calderones.
Sono delle creature molto pacifiche che amano vivere in branchi composti per lo più da femmine con i loro piccoli. Raggiungono i 5-7 m di lunghezza ed un peso di oltre 2t e vivono mediamente 50 anni.
Hanno un carattere molto mansueto, sono socievoli tanto che si avvicinano tranquillamente alle barche ed alle persone senza alcuna riserva. Vivono in quasi tutti i mari del mondo dove sono presenti acque non troppo fredde (infatti l'unica zona del mondo dove non si localizzano sono le acque del polo).  
Le isole Feroe (che in lingua danese è scritto Fær Øer Islands) sono un arcipelago formato da 18 isole a metà strada tra l’Islanda e la Norvegia che dal 1948 sono una regione autonoma del Regno di Danimarca (come la Groenlandia) con ampia autonomia per tutte le questioni politiche interne e non fanno parte dell’Unione europea con la quale hanno solo degli accordi commerciali bilaterali.
La stima ufficiale delle catture dichiarata dai faeroesi è di circa mille delfini balena all’anno, cifra come loro sostengono, “sostenibile”, mentre le stime ufficiose parlano di 1500-3000  all’anno. Se consideriamo che queste pacifiche creature vivono mediamente 50 anni e le femmine raggiungono la maturità sessuale intorno ai 7 anni con periodi di gestazione molto lunghi (15 mesi), una uccisione così massiccia, se sommata alle altre che avvengono nel resto del mondo, soprattutto in Giappone, deve destare seria preoccupazione per la conservazione di questa specie.
Le motivazioni ufficiali che spingono questo popolo a compiere queste mattanze le possiamo leggere dal sito delle Isole Faroe:  l’uccisione di questi cetacei è una tradizione molto antica che risale a 1200 anni fa ed è legata alla sussistenza: per ottenere cibo (considerato un alimento essenziale per la loro dieta), pelle per realizzare corde, grasso per ricavare olio come combustibile,  stomaci come galleggianti e così via. Ora, sempre dallo stesso sito si legge che l’economia è retta da una fiorente industria della pesca, che produce prodotti ittici di alta qualità per l’esportazione, si allevano le pecore che forniscono fino al 60% di tutti i prodotti a base di carne, si cacciano gli uccelli marini, si allevano i bovini da latte che soddisfano tutte le esigenze interne di latte, così come la coltivazione delle patate. Insomma da quel che si legge non si comprende, come mai ci sia questo bisogno di caccia per sussistenza delle balene pilota.
Questa motivazione, che poteva essere valida secoli fa, sicuramente oggi appare alquanto anacronistica, considerando che i faeroesi godono oggi di elevati standard di vita e che occorre molta fantasia per immaginare che per illuminare le loro case usino le lampade alimentate con olio di balena! Tra l’altro non si spiega come mai, pur essendo scientificamente appurato che la carne dei globicephala melas contenga alti livelli di mercurio, estremamente dannosi per la salute umana, si continui questa caccia. Infatti, sempre nello stesso sito si legge “questo fatto è fonte di preoccupazione ma non è un motivo per smettere la caccia perché i rischi alla salute devono essere controbilanciati dal fatto che la carne di balena è ricca di grassi polinsaturi, è magra e ricca di proteine”.
Allora quale è il vero motivo? Forse una caccia che ormai è diventata uno sport?
 FONTE elicriso.IT







giovedì, aprile 19, 2012

martedì, aprile 17, 2012

LIFE MAESTRALE

La 3^ elementare di Guglionesi inaugura le uscite sul campo del LIFE MAESTRALE. I 18 alunni e le maestre in compagnia di Marilena D.R. che ha guidato la spedizione, si sono recati nel pomeriggio di oggi, 17 aprile, presso la zona umida di Campomarino. I laghetti retrodunali sono al centro del progetto Life essendo essi un punto fondamentale per le migrazioni di uccelli. A fare compagnia ai ragazzi una coppia di Cavalieri d'Italia e una Garzetta.  Molte domande sono state fatte sulla conservazione della biodiversità e Marilena, molto diligentemente e con argomenti molto comprensibili ha risposto a tutti i quesiti proposti.  
Perchè è importante la biodiversità? 
Quali sono le principali minacce alla biodiversità?
Perchè l'uomo distrugge la natura? queste sono solo alcune delle numerose domande.
Poi i ragazzi si sono spostati sulla vicina spiaggia dove hanno potuto ammirare le dune ed il piccolo Fratino. I ragazzi si sono divertiti a raccogliere conchiglie e classificarli in un piccolo laboratorio creato in mezzo alla natura. Alle 18 dopo un caloroso applauso alla brava Marilena i ragazzi e le maestre sono rientrati in sede.
Ecco alnume immagini:









lunedì, aprile 16, 2012

VOLONTARIATO & AMBIENTE


COMUNICATO STAMPA 

   GLI ALUNNI DELLE III ELEMENTARE DELLA SCUOLA “MARCONI” DI PETACCIATO IN VISITA ALLA DIGA DEL LISCIONE ED ALL’IMPIANTO DI POTABILIZZAZIONE

Facile come bere un bicchier d’acqua? Non proprio!
Da oggi, lo sanno bene anche gli alunni delle classi III elementare della Scuola “G. Marconi” di Petacciato, che nella mattinata di oggi – 14 aprile – hanno fatto visita al’impianto di potabilizzazione che serve l’intera popolazione del basso Molise ed alla centrale di comando e controllo della Diga del Liscione.
Inserita all’interno del progetto “Volontariato ed Ambiente” – che da anni vede impegnati l’Associazione Ambiente Basso Molise, il CDS “il Melograno” e le scuole del territorio, nel favorire la conoscenza dell’ecosistema, di una maggiore attenzione verso i problemi della sostenibilità ambientale e del rispetto e della conservazione del territorio nelle giovani generazioni – nel corso della visita agli impianti, il personale di Molise Acque ha spiegato ai piccoli visitatori quanto lungo e complesso è il percorso che l’acqua deve compiere dall’invaso del Liscione – o meglio, dalle sorgenti del fiume Biferno – prima di arrivare ai rubinetti delle abitazioni.
Vasche di decantazione, filtri in sabbia ed al carbone, cloro ed altri additivi, pompe di sollevamento, analisi chimiche all’inizio ed alla fine del processo di potabilizzazione delle acque. Ma anche come è stata costruita la Diga del Liscione, come funziona, chi la gestisce, quanta acqua contiene, come si comporta in caso di piena e tante altre nozioni che sono andate ad arricchire il patrimonio di conoscenza e sensibilità ambientale dei piccoli studenti. Che nel corso dell’anno, sono già stati e saranno impegnati addirittura nei prelievi di campioni di acqua del fiume Biferno, per verificarne lo stato di salute…a dir la verità, non proprio ottimale.
<<La finalità di tutti i nostri progetti resta quella di trasmettere la conoscenza dell’ambiente e la trasmissione dei valori e dell’entusiasmo dell'associazionismo ecologico, soprattutto alle nuove generazioni>> ha commentato Lucchese Luigi Presidente ABM, il quale ha infine rimarcato l’importanza della progettualità integrata tra le associazioni ambientaliste e le scuole del territorio.
li 14 aprile 2012
  Il Presidente
Luigi Lucchese