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giovedì, maggio 09, 2013

IN ITALIA IL 10% DELLE SPECIE RISCHIA DI SCOMPARIRE

Secondo l'ultimo rapporto pubblicato dalla Iucn, l'Unione Mondiale per la Conservazione della Natura, sono oltre 200 le specie minacciate di estinzione a livello europeo che abitano in Italia, dalla lucertola delle Eolie alla lepre italica, fino al carpione del Garda e all'anguilla europea, passando per la pianta acquatica Sisymbrella dentate. Dopo aver analizzato la presenza nei 27 Stati membri delle specie in pericolo incluse nella sua 'Lista rossa', la Iucn ha stilato la classifica dei paesi con la biodiversità più minacciata: l'Italia si è piazzata al quarto posto, dopo Spagna, Portogallo e Grecia, un dato che dimostra come l'area dove si concentrano il maggior numero di animali e piante a rischio sia la fascia mediterranea. «La sopravvivenza di diverse specie è a rischio - afferma Antonio Troya, direttore del centro Iucn per la cooperazione mediterranea - nel momento in cui i loro habitat subiscono gli impatti negativi delle attività dell'uomo. Questa è una sfida importante che i politici europei devono affrontare. In quanto Stato membro l'Italia si è impegnata a fermare la perdita di biodiversità entro il 2020, ma è necessaria un'azione urgente per centrare questo target attraverso investimenti considerevoli e a lungo termine nella conservazione». Secondo i dati resi noti dalla Iucn, l'Italia ospita circa 67.500 specie di piante e animali, che rappresentano il 43% di quelle descritte in Europa, più o meno il 4% di quelle del Pianeta. Il 35% delle specie a rischio inserite nella 'Lista rossa' europea dell'Iucn si trova in Italia e, in alcuni casi, come per libellule, farfalle e coleotteri saproxilici, la percentuale sale fino al 60%. Calcolando una media complessiva si scopre che circa il 10% delle specie a rischio a livello europeo in Italia è minacciata, un altro 10% quasi minacciata, mentre due specie (Heleobia spinell e Prolagus sardus) si sono già estinte. Per garantire la sopravvivenza di queste specie è necessario agire sul problema della perdita, frammentazione e degrado dell'habitat, un fattore che colpisce soprattutto le specie di acqua dolce. Ma le minacce non si fermano qui: c'é l'agricoltura, l'urbanizzazione, il turismo, l'inquinamento e l'introduzione di specie 'aliene'. «La conservazione funziona – spiega Simon Stuart dell'Iucn, facendo l'esempio del recupero della lince iberica in Spagna, la cui popolazione è passata dai 94 individui del 2002 ai 312 nel 2011 –. L'Ue e gli Stati membri hanno bisogno di continuare ad agire per proteggere l'inestimabile patrimonio naturale dell'Europa e l'Iucn è pronta a fornire la base scientifica e il sostegno necessari per aumentare questi sforzi».  Analizzando più a fondo il rapporto scopriamo che l'Italia ospita il 47% di tutti i mammiferi presenti in Europa, in totale 110 specie di cui il 10% minacciato e un altro 10% quasi. Fra i 'vulnerabili' sono inclusi il barbastello comune (Barbastella barbastellus) e la lepre italica (Lepus corsicanus, nella foto). Per quanto riguarda gli anfibi, nel nostro Paese sono presenti il 49% di tutte le specie europee e, di questi, il 22% è minacciato a livello Ue e un altro 10% è 'quasi minacciato'. Fra le specie a rischio troviamo l'ululone appenninico (Bombina pachypus), mentre fra i vulnerabili la rana di Lataste (Rana latastei). Anche per i rettili la vita in Italia è costellata di pericoli: le specie presenti nel nostro Paese rappresentano il 31% di quelle europee e circa il 5% sono minacciate a livello europeo, soprattutto a causa della perdita del loro habitat. Il 32% subisce la persecuzione dell'uomo, per esempio i serpenti e le vipere (la vipera dell'Orsini, Vipera ursinii, è considerata specie vulnerabile), ma il rettile più a rischio è la lucertola delle Eolie (Podarcis raffonei). L'inquinamento delle acquee e la distruzione degli habitat sta riducendo anche le popolazioni ittiche di acqua dolce. Il 16% delle specie presenti in Italia è minacciato a livello Ue. Le più a rischio sono l'anguilla europea (Anguilla anguilla), il carpione del Garda (Salmo carpio) e il barbo canino (Barbus caninus). Fra le libellule, risultano vulnerabili Lestes macrostigma e Lindenia tetraphylla, mentre per quanto riguarda le farfalle (l'Italia ospita il 60% delle specie presenti in Europa ed è il secondo paese europeo, dopo la Francia, per varietà di specie), il 7% di quelle presenti sulla penisola è minacciato, come Polyommatus humedasae e Coenonympha oedippus.






















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