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sabato, gennaio 08, 2011

Gran Bretagna sepolta da spazzatura, ‘qui come a Napoli’
 
LONDRA – ”Qui a Saltaire si sta quasi come a Napoli”. Il commento affidato a Twitter da un esasperato abitante del quartiere residenziale di Bradford non potrebbe essere piu’ tagliente. Ma, di fatto, e’ cosi’. La Gran Bretagna, vuoi a causa delle proibitive condizioni climatiche registrate nell’ultimo mese, vuoi per l’incapacita’ mostrata da alcuni comuni, e’ in gran parte assediata dalla spazzatura.
       A Edimburgo, ad esempio, i rifiuti giacciono immobili da cinque settimane; a Birmingham gli abitanti hanno creato una montagna di sacchi neri preso il Northfield Shopping Centre. Crisi passeggera? Forse no. L’emergenza, infatti, potrebbe essere solo un assaggio di quello che verra’ se le autorita’ locali non si attrezzeranno per tempo ai tagli decretati dal governo di Londra. ”Dobbiamo ripensare a come fare per mantenere attivi questi servizi di base durante i periodi festivi”, ha detto al Daily Telegraph Bob Neill, sottosegretario al Governo Locale. ”Le persone – ha proseguito – producono piu’ spazzatura nelle festivita’ natalizie ed e’ deludente vedere che in certi casi i comuni non hanno mostrato maggior spirito d’iniziativa per assicurare ai cittadini i servizi per i quali pagano le tasse”. Critiche condivise anche da parte di Paul Bettison, ex presidente della commissione ambiente della Local Government Association (LGA).
”La crisi della pattumiera – tuona – sta diventando un evento annuale. Abbiamo avuto forti nevicate per tre anni di fila: non si puo’ levare le mani al cielo e sostenere che succede una volta ogni 20 anni”. La LGA ha pero’ battuto il tasto sull’elemento della sicurezza. ”E’ pericoloso spedire su strade ghiacciate un camion da 24 tonnellate”, ha spiegato un portavoce dell’associazione. Bettison, che siede nel consiglio comunale di Bracknell Forest, nel Berkshire, ha pero’ portato l’esempio della sua amministrazione, che ha deciso di spedire sei furgoni spargi-sale davanti ai camion dei rifiuti. ”Tutte le previsioni – ha concluso – dicono che inverni come questi saranno in futuro piu’ comuni: dobbiamo attrezzarci per garantire la raccolta della pattumiera”. Detto questo, c’e’ chi dice che il tempo non sia pero’ l’unica ragione di queste emergenze ormai cicliche. In meta’ del Regno Unito, infatti, vige ormai la raccolta bisettimanale: basta dunque saltare un appuntamento col netturbino per vedere accumulati i rifiuti di un mese.
”La nostra terra, un tempo verde e piacevole, si sta riempiendo di cassonetti della pattumiera”, ha protestato Doretta Cocks, fondatrice del Campaign for Weekly Waste Collections, l’associazione che si batte per la reintroduzione della raccolta settimanale. ”I camion – prosegue – a volte non passano per giorni. Il problema si e’ acuito in particolar modo in questo periodo festivo. Se queste condizioni climatiche perseverano, i comuni farebbero bene a tornare alla raccolta settimanale, specialmente durante le vacanze di Natale”. Peccato che i tagli imposti dalla coalizione conservator-liberale sembrano andare nella direzione opposta.
fonte: ansa.it



 
    

venerdì, gennaio 07, 2011


Sacchetti di plastica addio, parte l’eco-rivoluzione
 



ROMA – C’e’ chi li regala, chi li distribuisce gia’ da tempo, chi ancora distribuisce quelli ”proibiti” che ha in negozio come se nulla fosse, cioe’ facendoseli pagare. E’ cominciata cosi’ l’era del sacchetto di plastica biodegradabile, o delle ‘’sportine” riutilizzabili, con i commercianti alle prese con le norme che dal primo gennaio proibiscono l’uso dei sacchetti di plastica. E’ consentito lo smaltimento delle scorte ma gratis, e c’e’ ancora qualcuno che invece continua a farseli pagare. E sui sacchetti biodegradabili il giudizio non e’ entusiasmante: ‘’sono cari e meno resistenti”. TOSCANA – Tra i primi grandi gruppi commerciali, l’Unicoop Firenze e Tirreno, gia’ dal 2009 utilizza solo sacchetti biodegradabili, borse in stoffa di cotone sempre riutilizzabili, e buste in mater-bi, una pellicola biodegradabile. SICILIA – ”Distribuiamo quelli biodegradabili dall’aprile scorso – dicono al piu’ grande Ipercoop di Palermo – I vecchi sacchetti di plastica non li teniamo da molto tempo, anche se a mio avviso erano migliori di quelli biodegradabili, perche’ piu’ resistenti al peso dei prodotti acquistati”. Il sacchetto di plastica lo abbiamo eliminato nel luglio del 2009, fa sapere Auchan. C’e’ anche chi le regala, le borse riutilizzabili: fino a marzo il comune di Aci Bonaccorsi, distribuisce gratis borse in tela da utilizzare per la spesa. CAMPANIA – Se nei grandi punti vendita – ipermercati e, poco fuori citta’, i centri commerciali – sono apparsi gia’ da un po’ i sacchetti biodegradabili o quelli riutilizzabili, negli esercizi di vicinato le cose stanno diversamente. E in alcuni supermercati del centro, alla cassa ci si ritrova con il costo del sacchetto caricato sullo scontrino. CALABRIA – Pochi giorni, al massimo una settimana, e le scorte delle vecchie buste di plastica nei negozi e nella grande distribuzione calabrese saranno esaurite per dare posto ai nuovi sacchetti biodegradabili. E’ la previsione di Confcommercio Calabria, sostenuta anche dalla catena Despar.LIGURIA – A Genova le principali catene di supermercati hanno gia’ adottato i sacchetti biodegradabili da alcuni mesi, ed altre si avviano ad esaurire le scorte di quelli di plastica per adempiere alla norma, ma c’e’ anche chi, stamani, alle casse, continuava a vendere quelli ”fuori legge” a 5 centesimi. ”Sono piu’ cari e meno resistenti”: si lamentano molti consumatori genovesi. E alcuni produttori di sacchetti di plastica spiegano di ”avere ancora delle scorte e di dover sostenere costi eccessivi per la riconversione delle linee di produzione” EMILIA ROMAGNA – ”E’ un meccanismo che non penalizza nessuno, la grande distribuzione deve solo dotarsi delle giuste sporte”, sottoline Lorenzo Frattini, presidente regionale di Legambiente, secondo il quale ”a lamentarsi sono solo i produttori di plastica che pero’ erano avvisati da tempo”. Esselunga offre gratuitamente le sporte ‘inquinanti’, che le possono trovare a fianco della larga gamma di sacchetti biodegradabili o in carta (ben dieci tipologie diverse). Nordiconad ha da tempo in campo la propria offerta di borse eco, come anche Coop Adriatica. Sul versante del piccolo commercio ci sono, invece, ancora problemi di comunicazione: in difficolta’ soprattutto i market gestiti da pakistani e bangladesi, che della nuova normativa sembrano sapere poco o nulla. PIEMONTE – Quasi tutti i grandi supermercati, hanno già finito le scorte dei vecchi sacchetti in plastica o le stanno esaurendo “gratuitamente”, garantiscono i responsabili. I nuovi sacchetti a base di amido di mais, invece, vengono venduti più o meno da tutti a 10 centesimi, anche se c’é qualcuno, soprattutto nei negozi più cari del centro, che li regala. In Piemonte la messa al bando delle buste di plastica ha portato la Novamont di Novara, produttrice del mater-Bi, l’ingrediente derivato dall’amido di mais necessario per produrre i sacchetti biodegradabili chiamati a sostituire i vecchi shopper di politene, ad aumentare la propria capacità produttiva da 80.000 a 130.000 tonnellate all’anno entro marzo (erano 40.000 nel 2009).



fonte: ansa.it


 



giovedì, gennaio 06, 2011

Ambiente e salute “COSA STA SUCCEDENDO IN BASSO MOLISE?”


Nella giornata di ieri, mercoledì 5 gennaio, Ambiente Basso Molise  ha partecipato alla pubblica assemblea: Ambiente e salute “COSA STA SUCCEDENDO IN BASSO MOLISE?” organizzata dal circolo cittadino del Partito Democratico di Petacciato.
Sono intervenuti: Morena Di Nella: Segretario Circolo PD Petacciato, Dott. Bartolomeo Terzano: Ass. Isde  Medici per l’Ambiente, Marinella Di Carlo: Ecodem Molise, Luigi Lucchese: Ambiente Basso Molise, Michele Mignogna: giornalista, Michele Petraroia: Consigliere Regionale PD, Moderatore: Giuliana Ferrara Circolo PD Petacciato.
Incontro particolarmente ricco di contenuti nel quale si è cercato di comprendere cosa è avvenuto nell’invaso del Liscione, a partire dalla moria delle carpe di fine ottobre fino all’emergenza trialometani di fine dicembre. Nei diversi interventi si è cercato di capire a chi appartengono le principali responsabilità sulla vicenda dell’acqua contaminata. Merita una seria riflessione l’incisivo intervento del dottor Terzano (Ass. Isde  Medici per l’Ambiente) che ha illustrato dei dati relativi a correlazioni tra inquinamento e malattie mortali; in chiusura del suo intervento Terzano, attraverso una serie di immagini del “mondo occidentale”, ha posto la domanda: «Possiamo vivere in questo modo nei prossimi 5 o 10 anni?».
Chiaro ed energico l’intervento del giornalista Michele Mignogna, che ha condotto l’inchiesta sul Cosib, il quale ha ripercorso le principali tappe della criminale vicenda. Nel suo intervento il giornalista bassomolisano ha evidenziato che una parte del percolato che arrivava a Termoli, dalle discariche campane, per essere smaltito nel depuratore del nucleo industriale, non si sa che fine abbia fatto.
Importante per tutti i cittadini del basso molise raccogliere l’invito giunto in chiusura del convegno: «bisogna far si che questi incontri non restino iniziative isolate, chiediamo alla gente di aiutarci per aprire una nuova fase storica e per non restare vittime di questo sistema; sono troppi anni che in questo fazzoletto di terra possono farci di tutto e nessuno reagisce».
Vi riportiamo di seguito le presentazioni del Dott. Bartolomeo Terzano e di Luigi Lucchese con l’intento di diffondere utili informazioni che diano maggiore chiarezza sulla triste vicenda.

-Presentazione del Dott. Bartolomeo Terzano
-Presentazione di Luigi Lucchese

Pizza, mandolino e… sacchetti di plastica.


Non l’avremmo mai immaginato, ma l’Italia è “una nazione nota tanto per il cibo quanto per gli onnipresenti sacchetti di plastica”. Così la Cnn ha dato sul suo sito internet la notizia del divieto dei sacchetti di plastica introdotto dal primo gennaio. L’Italia è presentata come un paese invaso dai sacchetti di plastica, spesso regalati con gli acquisti e “lasciati a insudiciare strade e discariche”.



Anche se i supermercati e altri rivenditori li hanno fatti pagare, è vero che molti negozi davano sacchetti di plastica gratis a ogni acquisto. Una tendenza “recente”, afferma la Cnn, poiché “i sacchetti di carta – o nessun sacchetto – erano la norma solo 30 o 40 anni fa, quando le signore andavano a fare compere con il loro carrello o la reticella della spesa”. Se la Cnn avesse voluto rivangare, poteva ricordare le sporte di vimini di 50 anni fa. O magari i cesti che le contadine si caricavano sulla testa.



Stereotipi a parte, il divieto dei sacchetti di plastica migliorerà certamente l’immagine del Belpaese, che spesso è alla ribalta delle cronache internazionali con la spazzatura di Napoli. Per ora, le prime interviste fatte dalla Cnn ai commercianti del centro di Roma documentano confusione e scarsa informazione. Divieti simili – nota la Cnn – sono stati introdotti altrove, per esempio a Città del Messico, in Francia, in Cina, in India. In Tanzania è previsto perfino il carcere per chi vende sacchetti di plastica.

La Bbc ricorda che l’Italia ha uno dei più alti tassi di consumo di sacchetti di plastica in Europa: gli italiani ne usano 20 miliardi all’anno, più di 300 per persona. Il servizio di Duncan Kennedy comincia con le immagini dei sacchetti abbandonati sugli alberi, nelle città e nelle campagne. La Bbc fa notare che la legge ci ha messo un decennio prima di essere approvata.

Un commento sul Guardian online si domanda se l’Italia sarà in grado di attuare il divieto. Molti italiani – osserva Sabina Castelfranco – dicono di essere impreparati a un tale “cambiamento culturale”. E cita le reazioni di vari cittadini che non condividono la decisione del governo. Il corrispondente John Hooper, alla vigilia dell’introduzione del divieto, aveva scritto che gli italiani hanno una sorta di dipendenza nei confronti dei sacchetti di plastica: usano un quinto dei sacchetti distribuiti in tutta l’Ue. Ragione per cui il divieto farà una vera differenza. “Il divieto semina confusione tra i negozianti ma rallegra gli ambientalisti”.

“L’Italia vieta l’uso dei sacchetti di plastica, i negozianti mettono in guardia contro il caos alle casse”, ha titolato il Daily Mail, mettendo in evidenza le alte cifre dei consumi italiani. Anche l’Independent fa sapere che i sacchetti di plastica sono fuorilegge in Italia dal primo gennaio. Gli italiani – puntualizza – sono tra i principali consumatori d’Europa, usando più di 300 sacchetti di plastica per persona all’anno, ovvero “un quarto dei 100 miliardi di sacchetti di plastica importati ogni anno dall’Europa da Cina, Tailandia e Malaysia”.
La notizia rimbalza anche sulla stampa francese.Les Echos titola “L’Italia vieta i sacchetti di plastica nei negozi”. Più incisivo il titolo di Libération: “Gli italiani seppelliscono i sacchetti di plastica per inquinare meno”. Una notizia che, secondo il quotidiano francese, è tuttavia passata in secondo piano a Napoli, tuttora invasa da mucchi di immondizie.
fonte: ilsole24ore.com



 




 

martedì, gennaio 04, 2011


Art.32 Cost.
“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività”


 


Ambiente e salute:



“COSA STA SUCCEDENDO IN BASSO MOLISE?”



ASSEMBLEA PUBBLICA
 

Mercoledì 5 gennaio 2011 ore 18.30

PRESSO LA SALA CONSILIARE DEL COMUNE DI PETACCIATO

Interverranno:

Morena Di Nella: Segretario Circolo PD Petacciato

Dott. Bartolomeo Terzano: Ass. Isde  Medici per l’Ambiente

Marinella Di Carlo: Ecodem Molise

Luigi Lucchese: Ambiente Basso Molise

Michele Mignogna: giornalista

Michele Petraroia: Consigliere Regionale PD

Moderatore: Giuliana Ferrara (Circolo PD Petacciato)

SEGUIRA’ UN DIBATTITO PUBBLICO

          

sabato, gennaio 01, 2011


Il Primo Giorno dell'Anno
 




Lo distinguiamo dagli altri
come se fosse un cavallino
diverso da tutti i cavalli.
Gli adorniamo la fronte
con un nastro,
gli posiamo sul collo sonagli colorati,
e a mezzanotte
lo andiamo a ricevere
come se fosse
un esploratore che scende da una stella.
Come il pane assomiglia
al pane di ieri,
come un anello a tutti gli anelli...
La terra accoglierà questo giorno
dorato, grigio, celeste,
lo dispiegherà in colline
lo bagnerà con frecce
di trasparente pioggia
e poi lo avvolgerà
nell’ombra.
Eppure
piccola porta della speranza,
nuovo giorno dell’anno,
sebbene tu sia uguale agli altri
come i pani
a ogni altro pane,
ci prepariamo a viverti in altro modo,
ci prepariamo a mangiare, a fiorire,
a sperare.

Pablo Neruda



 

buon 2011

e soprattutto

BUON AMBIENTE

A TUTTI VOI

 




 





 





 




 





 




 





 




 





 




 





 




 













































 



Foto di: Carafa Marco - Caterina Walter - Corradi Renato - Lucchese Luigi