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mercoledì, settembre 07, 2011

Tar Sands: gli ambientalisti americani contro l'oleodotto Keystone XL
 


Le Tar Sands, la “nuova fonte di petrolio“, le sabbie bituminose che dimostrano la follia del sistema di approvvigionamento di petrolio che ignora i costi ambientali enormi (4 volte le normali estrazioni), suscitano proteste eclatanti negli Stati Uniti. Gli ambientalisti americani si scagliano contro Keystone XL il nuovo oleodotto che dalla regione di Alberta in Canada dovrebbe trasportare a regime 800 mila barili al giorno e che costerà 7 miliardi di dollari.
 



Non soltanto il petrolio estratto dalle Tar Sands è devastante per l’ambiente, ma la costruzione di questo oleodotto rischia di contaminare anche i terreni di 6 stati americani (Montana, South Dakota, Nebraska, Kansas e Oklahoma fino alle raffinerie texane) e di tre contigui che rischiano di essere coinvolti. Gli ambientalisti stanno mettendo in scena un sit in pacifico di fronte alla Casa Bianca, e hanno in programma di andare avanti ancora per 10 giorni, così la polizia ha iniziato ad effettuare i primi arresti. La decisione finale sulla costruzione di Keystone XL arriverà entro la fine dell’anno, ma dalla burocrazia per ora non è arrivato alcuno stop e il progetto è considerato “a basso impatto ambientale”. (fonte: Ecoblog)


 




 



 
 

lunedì, settembre 05, 2011

























































































 

Manovra economica: spunta il condono edilizio. E l’ambiente?
 


Eravamo tutti un po’ in pensiero chiedendoci come mai in questa manovra economica d'emergenza non ci fosse anche un condono edilizio tra le soluzioni per fare cassa. Ma sopratutto per avallare così il comportamento degli speculatori.
A scapito del paesaggio e dell’ambiente. 

 


Detto, fatto. 
L’ultima proposta della manovra economica riguarda appunto un nuovo condono edilizio, che premierà chi ha provveduto a deturpare il nostro ambiente per fini economici. Messa nel cassetto, infatti, l'ipotesi di modificare i criteri pensionabili, per riequilibrare i conti pubblici salta fuori l'idea di un nuovo condono proposto dai deputati Pdl Amedeo Laboccetta e Antonio Mazzocchi. (Fonte: GreenMe.it)




  

domenica, settembre 04, 2011


NDRANGHETA IN MOLISE
TERMOLI: la base del clan Ferrazzo tra armi, droga e prostitute.


 


di Michele Mignogna
 


Non solo armi nel covo di via Mazzini a Termoli, ma anche prostitute trans e droga. E proprio sotto quel palazzo, nel 2009, fu ucciso a coltellate da due pugliesi Raffaele Scala, per un debito di droga di qualche migliaio di euro. È chiaro ormai che l’emergenza ‘ndrangheta in Italia colpisce tutti gli anfratti del Belpaese, inerme di fronte all’egemonia mafiosa. E il piccolo Molise non fa eccezione.
“Sono anni che in questo quartiere non si capisce nulla, soprattutto in questo palazzo, gente che va e viene a qualsiasi ora del giorno e della notte, prostitute e trans che cambiano continuamente, armi in un box, droga che gira incontrollata dietro ogni angolo”.
A parlare è un inquilino del palazzo di via Mazzini, Termoli, uno di quelli che ci risiede tutto l’anno, visto che molti appartamenti vengono affittati solo per il periodo estivo; il palazzo diventato famoso per il ritrovamento di un enorme quantitativo di armi in un garage, "il quantitativo più grande di armi ritrovato nel centro sud negli ultimi anni", lo hanno definito gli uomini della squadra mobile di Termoli che hanno condotto l’operazione. Lo stesso palazzo in cui il 20 febbraio del 2009 fu ucciso a coltellate da due malavitosi pugliesi Raffaele Scala, che risultò successivamente - e grazie alle indagini degli inquirenti di Termoli - immischiato in affari più o meno leciti, ed uno di questi affari riguardava appunto la droga e la prostituzione.
Le indagini sul ritrovamento dell’arsenale hanno messo subito in evidenza a chi apparteneva, e cioè a Felice Ferrazzo, 56 anni, ex capo dell'omonimo clan di Mesoraca e da alcuni anni collaboratore di giustizia, arrestato a Milano. Non solo, la famiglia di Felice Ferrazzo fa parte della cosiddetta “santa calabrese”, una sorta di commissione regionale cui partecipano quelle famiglie che si distinguono per impegno e devozione alla ‘ndrangheta.
Ma Felice Ferrazzo è anche il papà di Eugenio, arrestato a Campomarino - dove risiedeva con la sua compagna - alla fine dello scorso maggio, quando i Carabinieri di San Salvo (in provincia di Chieti) scoprirono una raffineria di droga gestita proprio da Eugenio Ferrazzo ed operante in Abruzzo, Molise e Puglia.
Una presenza dunque, quella della famiglia ndranghetista di Mesoraca, che oltre ad essere inquietante certifica la presenza e le attività della ‘ndrangheta nel sonnacchioso Molise. Infatti, secondo fonti bene informate, la famiglia Ferrazzo ha grossi interessi anche nel settore delle costruzioni, della ristorazione e dei servizi, settori nei quali - tramite prestanome - riescono ad inserirsi, ripulendo denaro proveniente da attività illecite.
Ma torniamo al nostro palazzo, un agglomerato - quello in via Mazzini numero tre - costituito da quattro edifici collegati tra loro da un cortile, con ingressi indipendenti: in uno stabile di questi ci sono quattro appartamenti in cui ragazze e transessuali prestano i loro servizi. Ciò che fa riflettere è il continuo ricambio in questi appartamenti. Ogni prostituta o transessuale rimane in quegli appartamenti al massimo due settimane, dopo di che vengono spostate in altri luoghi mentre c’è chi arriva, merce nuova la definiscono alcuni abitanti dello stabile, il che fa supporre che il giro di prostituzione sia gestito, in forma diretta, dalla malavita organizzata, anche perché evidentemente c’è chi affitta gli appartamenti, chi si occupa di far pubblicare gli annunci sui giornali e chi invece ha il compito di trasferire le ragazze alla fine del loro soggiorno in città.
Una sorta diquartier generale dunque, presumibilmente controllato da queste famiglie ed il tuttoin pieno centro nella città di Termoli: “Questa cosa la sanno tutti qui nel quartiere”,confessa una signora dal balcone della sua abitazione, “sono state fatte anche delle segnalazioni agli organi competenti, segnalazioni proprio riguardo a questo via vai di gente, che di giorno e di notte frequentano gli appartamenti interessati. Arrivano, telefonano e salgono se sono libere”.
Proprio così funziona, non si deve perdere tempo, bisogna produrre per se e per il “datore di lavoro”, in sole due settimane, e poi c’è il capitolo droga: infatti, soprattutto di sera, nei dintorni del palazzo si radunano decine di giovani che fanno uso di sostanze stupefacenti, utilizzando cosi il quartiere come smercio delle sostanze. Sarà un caso? Una coincidenza che in questo palazzo succedano cose del genere? Non lo sappiamo, sappiamo per certo però che la famiglia dei Ferrazzo ha questi interessi in questo territorio. (Fonte L’Infiltrato)
 




 




 

sabato, settembre 03, 2011


Stop alla mattanza dei delfini nella



 "Baia della morte"



 



Chi ha visto il documentario “The Cove” di sicuro sa di cosa stiamo parlando.  La pellicola di Ric O’Berry ha avuto il merito di mostrare e denunciare al mondo intero quello che ogni anno succede nella baia di Taiji, in Giappone, a partire dal 1 settembre.
 


Nella tranquilla cittadina di pescatori nipponica il mare si colora ciclicamente di rosso, macchiato da litri e litri di sangue di quella che rappresenta una delle più atroci mattanze di cetacei  del mondo. Le crude immagini mostrate da The Cove anche se sono riuscite ad aprire il sipario su questa pratica per troppi anni tenuta nascosta, non sono riuscite, però a fermarla del tutto. E così anche domani la mattanza dei delfini di Taiji ripartirà con tutta la sua crudeltà.
 (Fonte: GreenMe.it)






venerdì, settembre 02, 2011

FONTE PICCOLA



  1.  FONTE PICCOLA: la fonte era invasa completamente da fogliame ed erbacce, siamo stati costretti a pulire anche il tragitto che porta alla fonte. 


  2. Ripristino scaletta di accesso animali, parzialmente distrutta da vandali precedente.



com'era





com'è