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lunedì, dicembre 01, 2014

INQUINAMENTO DA OZONO, ITALIA MAGLIA NERA D’EUROPA:
3400 MORTI OGNI ANNO


Italia: terra di mare, boschi e colline e  aria inquinata. E’ il nostro il Paese in Europa con il più alto numero di morti premature per inquinamento da ozono, con circa 3.400 vittime all’anno. Il secondo poi per le polveri sottili, con oltre 64mila morti, preceduta solo dalla Germania, terra di industria pesante, miniere di carbone, acciaierie e industrie chimiche. A dirlo è l’ultimo rapporto Air Quality 2014 dell’Agenzia europea dell’ambiente
Di buone notizie non ce ne sono. Nonostante infatti la riduzione delle emissioni e delle concentrazioni di alcuni inquinanti nell’aria negli ultimi decenni, il rapporto dimostra che l’inquinamento atmosferico è ancora il principale nemico dell’ambiente, collegato a filo diretto con la salute umana. Si parla di milioni di persone con problemi respiratori o cardiaci, costretti ad alternarsi tra il medico di base e il farmacista. E di 400mila morti premature in Europa (dato 2011) per malattie al cuore, ai polmoni o ictus. Questo perché, secondo la relazione, quasi tutti gli abitanti delle città (circa il 95%) vive sotto un cielo inquinato, anche, chiaramente, i bambini. Le percentuali di sostanze inquinanti superano, infatti, nella maggior parte delle 400 città analizzate, i livelli ritenuti non sicuri dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Stiamo parlando di polveri sottili, monossido di carbonio, ossidi di azoto, ozono, metalli tossici, benzene e molto altro. Immessi nell’aria da industrie, auto, rifiuti, agricoltura intensiva. Sono sostanze estremamente pericolose per l’organismo umano ma tutte presenti nell’aria a quantità, in alcune Paesi e città, eccessive. E l’Italia è tra questi. Guardando infatti la mappa delle concentrazioni di inquinamento atmosferico in Europa, risulta essere una zona a bollino rosso. In particolare laPianura Padana, assediata soprattutto da polveri sottili e ossidi di azoto, che rimane tra le zone più inquinate del continente.
Per quanto riguarda il monossido di carbonio (che è un prodotto della combustione di organici, come carbone, olio e legno), le nove stazioni di misura che hanno superato il limite di legge, sono tutte nel Belpaese. Le situazioni più critiche per le polveri sottili e per l’ozono sono state registrate, oltre che in Italia, Bulgaria, Polonia,Slovacchia, Turchia, Repubblica Ceca, Romania. Mentre per gli ossidi di azoto e il benzopirene (contenuto nel catrame di carbone fossile), ai Paesi citati sopra, si aggiungono anche Austria,Germania, Francia e Regno Unito.
Nel dettaglio, per quanto riguarda l’Italia, l’inquinamento atmosferico è concentrato nelle zone urbane, prevalentemente nel nord. Ma tutta l’aria dello Stivale è seriamente inquinata con concentrazioni eccessive di ozono (anche se in diminuzione) e di biossido di azoto (la cui fonte principale rimangono i veicoli). In aumento poi da nord a sud del Paese – anche se in questo caso la situazione più critica è nei Paesi dell’est Europa – è il benzopirene, aumentato di oltre un quinto dal 2003 al 2012 e che proviene dall’uso urbano di stufe a legna e centrali a biomasse. Le fonti principali di inquinamento in Italia però rimango auto e industrie.
Tutto questo, sottolinea l’agenzia europea, ha un impatto notevole sulla salute dell’uomo. Le persone più esposte all’inquinamento atmosferico sono anche quelle che alzano le percentuali di malattie cardiovascolari e polmonari e quelle, quindi, con la più alta percentuale di morte prematura. I picchi di mortalità si hanno appunto in Italia, in Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna, Romania, Polonia e Ungheria. Oltre alle preoccupazioni di natura sanitaria, poi, il rapporto solleva anche i problemi puramente ambientali legati all’inquinamento atmosferico, come l’eutrofizzazione, un processo che avviene quando una quantità eccessiva di azoto danneggia gli ecosistemi, mettendo a rischio la biodiversità. “Serve ridurre le emissioni nocive da industria, traffico, impianti energetici e agricoltura – si legge nella relazione – con l’obiettivo di ridurre il loro impatto sulla salute umana e ambiente”.

Immediate le reazioni al report delle associazioni ambientaliste. “I dati dell’EEA  sono l’ulteriore conferma di un’emergenza che colpisce il nostro Paese ormai da troppo tempo, con l’area della Pianura Padana, ancora una volta tra le più critiche d’Europa”.  (Fonte: Ambiente & Veleni)



domenica, novembre 30, 2014

INVASIONE ALIENA


Nelle acque del Mediterraneo c'è la più grande invasione in corso sulla Terra: quasi 1.000 specie aliene si sono "trasferite" da mari esotici per colpa delle attività umane. Lo dice una nuova analisi internazionale che ha utilizzato un nuovo sistema informativo messo a punto dalla Commissione Europea. Lo studio del Centro comune di ricerca dell'Ue (CCR) ha esaminato i dati di oltre 986 specie esotiche rintracciando la loro diffusione nel Mediterraneo attraverso la nuova piattaforma online (European Alien Species Information Network-EASIN). I risultati suscitano preoccupazione soprattutto considerando come il Mediterraneo sia la casa per oltre 17.000 specie di cui il 20% non si trova in nessun altro luogo. L'arrivo di specie aliene può causare gravi conseguenze alle reti alimentari e ai servizi ecosistemici autoctoni, portando malattie e provocando perfino mutazioni genetiche. 
"Utilizzando le informazioni dal Easin, potremmo mappare in dettaglio come mai finora quanto ciascuna specie aliena si è già diffusa - spiega Stelios Katsanevakis ricercatore del CCR - Abbiamo scoperto che la composizione delle comunità marine, che in passato è stata modellata esclusivamente dal clima, dall'ambiente e dalle barriere oceanografiche, ora dipende notevolmente dalle attività umane. In molte aree, il trasporto, l'acquacoltura e l'apertura di canali di navigazione stanno diventando i principali fattori di distribuzione delle specie". A conferma di ciò, lo studio ha scoperto che sono circa 60 le specie, soprattutto alghe, introdotte accidentalmente attraverso l'acquacoltura al largo della costa di Venezia e della Francia sudoccidentale e oltre 400 le specie di pesci ed invertebrati alieni arrivati nel Mediterraneo attraverso il Canale di Suez. Anche il riscaldamento globale sembra avere fatto la sua parte: le acque di Turchia, Siria, Libano, Israele, Gaza, Cipro ed Egitto sono diventate notevolmente più calde negli ultimi 20 anni risultando adatte per la sopravvivenza delle specie provenienti da Mar Rosso, Mar Arabico e Oceano Indiano. In questa regione lo studio ha scoperto come attualmente oltre il 40% della fauna marina sia di origine aliena (Fonte: Ambiente & Energia)



venerdì, novembre 28, 2014

LIBERA ACQUE



comunicato stampa

 IL FLAGELLATORE COLPISCE ANCORA
(decine e decine di pneumatici buttati nel greto del torrente Sinarca)

Sono di diverse dimensioni, invernali e non, più o meno usurati. Una gran quantità di pneumatici sono stati abbandonati sul territorio comunale di Termoli, alla foce del Sinarca ma ugualmente nascosta e vicinissima alle principali vie di comunicazione.
Purtroppo l’amministrazione comunale di Termoli dovrà provvedere a sue spese o meglio tutti noi concorreremo alle spese di bonifica e smaltimento dei rifiuti abbandonati.
 “Quella dei pneumatici fuori uso gettati dove capita è una piaga nazionale - dicono da ABM -. Ogni anno ne spariscono 100 mila tonnellate, cioè circa un quarto dei pneumatici sul mercato. Abbandonati in discariche abusive, campagne, fiumi a danno del paesaggio e della salute umana, e se ne trovano dovunque. Un ponte,  un’ansa del torrente, un fiume, una piazzola  trasformati in luogo d'accumulo per pneumatici usati“.
E’ questa l’ultima e purtroppo l’ennesima scoperta dei volontari di Ambiente Basso Molise mentre effettuavano dei rilevamenti sul torrente Sinarca.
Le macro e mini discariche abusive scattano una brutta cartolina del basso Molise e non ultimo quello dell’abbandono dei rifiuti domestici.
Non ci sono scuse all’inciviltà.
li 28 novembre 2014
 Il Presidente
Luigi Lucchese








UN CHILOMETRO DI RIFIUTI EDILI



giovedì, novembre 27, 2014

                                                                                   SINDACO
                                                                                  Comune di                                        
                                                                                  TERMOLI



Oggetto: Segnalazione abbandono e deposito di rifiuti.

Si  segnala la presenza di una mega discarica abusiva in territorio di Termoli (come da piantina allegata), nelle vicinanze del kartodromo.
La discarica abusiva contiene tonnellate di rifiuti edili di ogni genere materassi, rete in ferro, scarti di edilizia, tegole, pneumatici, carta, frigorifero, cassette in plastica  e   buste di immondizia domestica e molto materiale in eternit, il tutto condito a pochi metri  dal Sinarca.
I rifiuti vengono indicati nella cartina allegata e si possono raggiungere con facilità.
Tanto si segnala, affinchè il Sindaco possa compiere gli accertamenti a lui demandati istituzionalmente.
Pertanto alla luce di ciò la invitiamo ai sensi del D.lgs. n. 152/2006 a provvedere in merito.
Si rammenta che l'art. 250 del D.lgs. n. 152/2006, prevede degli adempimenti obbligatori per il Comune, i quali non possono essere disattesi e per l'adempimento dei quali, con la presente, si pone formale istanza.
Si rammenta inoltre che ai sensi dell'art. 16 della L. 86/90 (che ha modificato l'art. 328 del Codice Penale) la risposta alla suesposta istanza deve pervenire nel termine di 30 giorni dalla ricezione della richiesta medesima, nulla ricevendo la segnalazione sarà inoltrata alle autorità competenti.
Si allega piantina del luogo e foto delle discariche abusive.
 li 22 novembre 2014